La Grecia è fallita? Forse è la domanda sbagliataTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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La Grecia è fallita? Forse è la domanda sbagliata

Atene non ha rimborsato i 1,5 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale entro la mezzanotte di ieri divenendo ufficialmente “inadempiente” quindi questo rende la Grecia uno Stato in default? La domanda affascina i cittadini ellenici fino a un certo punto dato che per loro la situazione è già insostenibile. 

Verrà tutto deciso dal referendum oppure si troverà una soluzione prima alla crisi ellenica? Ormai sembra impossibile impedire la consultazione popolare decisa da Tsipras che è diventato anche un referendum sulla permanenza o meno di Atene all’interno dell’Eurogruppo. Ma secondo molti Atene è in realtà già fuori dall’Euro, è quello ad esempio che sostiene Giuseppe Masala su Sputnik: “il governo greco si è visto costretto, in una riunione d’emergenza, a chiudere le borse e le banche per una settimana e a decidere la limitazione dei prelevamenti via bancomat a soli 60 euro al giorno. Questi sviluppi devono essere considerati assolutamente drammatici, perché introducono una limitazione nella circolazione del capitale in uno stato che fa parte di un’area valutaria comune. Tale limitazione, ad avviso di chi scrive, corrisponde a una vera e propria rottura dell’area monetaria e, di fatto, all’uscita del paese dall’area medesima e dunque dalla moneta unica. Come altrimenti potrebbe essere considerata l’introduzione di misure di controllo e limitazioni alla circolazione del capitale in una (ex) area valutaria comune?“. In più dalla mezzanotte di ieri Atene è diventata anche ufficialmente inadempiente nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, e questa è una totale novità dal momento che finora nessun paese “sviluppato” si era trovato in una situazione di questo genere. Ufficialmente si negozia ancora ma la sensazione è che tutto verrà deciso nel referendum, il cui esito non può essere prevedibile. In molti sperano in una soluzione a sorpresa che sarebbe a questo punto clamorosa in quanto sarebbe a questo punto difficile annullare un referendum che ormai sta dividendo, letteralmente, la società ellenica in due. E i giornali e i media mainstream hanno già cominciato a martellare facendo terrorismo psicologico nei confronti del “no”, lasciando credere o presumere che l’unica alternativa alla permanenza nell’Eurogruppo a qualsiasi costo sia il baratro di una crisi senza uscita. Peccato che grandi economisti come Stiglitz e Krugman si siano espressi diversamente sostenendo che Atene dovrebbe per il bene del proprio futuro votare “No” al referendum della Troika per uscire in questo modo dalle catene dell’Austerity. Anche perchè mentre esperti, specialisti ed economisti discutono, nel frattempo la popolazione ellenica si trova già da diversi mesi in una situazione talmente drammatica da prendere in considerazione anche l’idea di rompere a qualsiasi costo con l’Europa che, fino a oggi, per molte famiglie elleniche ha significato la rovina e la disoccupazione.

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