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venerdì , 20 ottobre 2017
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La Guerra ambientale è in atto. Antonio Mazzeo

A commento e introduzione dell’intervento di Antonio Mazzeo: “Governare le guerre climatiche e nucleari attraverso comandi satellitari e telematici del Muos”.


Antonio Mazzeo, giornalista, peace-researcher ed esponente del movimento NoMUOS, è intervenuto alla conferenza parlando del MUOS, un progetto della Marina Militare statunitense, attualmente in corso di realizzazione, che prevede l’installazione di un potente apparato di comunicazioni satellitari a Niscemi in Sicilia. Il MUOS (costo attuale 8-9 miliardi di dollari) sarà dotato di una serie di antenne paraboliche di oltre 18 metri di diametro in grado di trasmettere onde su varie frequenze a distanza di decine di migliaia di km. Insieme ad altre tre postazioni simili situate in Virginia (Usa), Australia e nelle Hawai e ad una serie di satelliti, costituirà nei programmi del Governo statunitense un nodo nevralgico della rete di comunicazione e controllo a livello globale. L’impatto in termini di emissioni elettromagnetiche si preannuncia devastante, tanto che la sua dislocazione è stata spostata dalla base aerea di Sigonella, ad un luogo più distante. Motivo?

Le onde elettromagnetiche emesse avrebbero interferito negativamente sui sistemi di comunicazione della base, avrebbero mandato in tilt i comandi degli aerei, alto sarebbe stato il rischio di detonazione involontaria del munizionamento. Ora il MUOS viene costruito nelle Riserva naturale di Niscemi, ad appena 2 km dall’abitato, non molto distante si trova Gela, città ad alta densità abitativa e con un imponente stabilimento petrolchimico, a pochi km l’aeroporto di Comiso riconvertito a civile, mai entrato in funzione . Le onde elettromagnetiche sparate con un inclinazione di soli 14° gradi rispetto alla superficie rappresentano un rischio per le apparecchiature, ma a quanto pare non per il nostro organismo! Ma il MUOS e la già funzionante base di grandi antenne della Us Navy a Niscemi possono avere anche altri tipi di impieghi, anche più inquietanti, che non riguardano strettamente la gestione delle comunicazioni militari. L’emissione di onde elettromagnetiche può essere impiegata in analogia e a quanto avviene per stazioni come HAARP e simili, per attività di guerra ambientale. Mazzeo ha appena accennato alla questione inserendo il Muos nell’architettura di controllo e manipolazione del clima. Un po’ più oltre si è spinto Mini nell’intervento precedente, anche se non direttamente riferito al Muos, ha riaffermato che sono disponibili tutti gli strumenti per provocare eventi catastrofici come terremoti, tsunami, ecc.

Il capitolo emissioni elettromagnetiche lascia però aperto il campo a tutta una serie di altri impieghi o di altri effetti, essendo nota la capacità di tali onde di interferire con l’attività celebrale e con il sistema neurologico. Contro il MUOS è nato un movimento popolare di opposizione molto attivo in Sicilia, ma in Italia l’interesse politico è quasi zero: la questione della sovranità è un argomento tabù a livello istituzionale. La pressione popolare contro il MUOS oltre a far conoscere la questione a livello nazionale, ha prodotto la presa di posizione contraria di alcune amministrazioni, e il blocco dei lavori ad opera della magistratura (nota post conferenza: il blocco è stato di recente revocato). Intanto la Sicilia, già ampiamente devastata dalle servitù militari, sembra destinata ad un ulteriore aggravamento della situazione con gravissime ripercussioni in termini sanitari, sociali ed economici. Nella prima parte del suo intervento Mazzeo ha parlato della forte tendenza in atto alla spersonalizzazione della guerra rappresentata dal programma droni degli Stati Uniti, che vede nella base aerea di Sigonella, ampiamente impegnata nelle operazioni di guerra recenti e passate, uno degli aeroporti di punta del programma. Il piano droni degli Usa porterà in breve tempo ad una completa gestione delle operazioni aeree tramite gli aerei senza pilota. Interi sciami di droni potranno essere gestiti inizialmente da un pugno di tecnici, per poi essere affidati ad una gestione completamente computerizzata. La catena di comando si ridurrà notevolmente, per quasi annullarsi; la mano e la mente umana perderanno velocemente importanza fino a scomparire. In questo quadro di ingenti investimenti nell’apparato militare, con sperpero immenso di risorse pubbliche, appare con sempre più evidenza una costante tipica nella gestione delle politiche di “difesa”. La guerra, anche quella non combattuta, è un grande affare per drenare risorse pubbliche a vantaggio di potentati economici. Lockeed Martin, per citarne uno, il principale contractor per la realizzazione del MUOS fattura circa 40 miliardi di dollari annui. Si stima che il 10% di questi vengano impiegati per attività di lobbying necessaria a perpetuare il sistema. Molto facile che di fronte a questo meccanismo sovranità, salute, diritti siano calpestati costi quel che costi.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ICBUm8wtmBc]

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