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sabato , 25 marzo 2017
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La “guerra fredda” che piace a Obama

Obama ha annunciato la riforma del Patriot Act sostenendo che il programma di sorveglianza non commette abusi. Poi attacca nuovamente Mosca per la questione Snowden, rovesciando la frittata…

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“Se non fate attenzione i giornali vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori”, Malcolm X

Dietro questa massima pronunciata da Malcolm X si nasconde, purtroppo, il modus operandi degli Stati Uniti d’America. Maestri nel rovesciare la realtà, gli americani si sono specializzati nel farsi percepire dal mondo come i difensori di tutta una serie di valori che, in realtà, sono ben distanti dalla realtà americana. Barack Obama rappresenta secondo noi il “capolavoro” di questo modus operandi, un presidente nero, apparentemente democratico e rispettoso delle libertà individuali, la cui stessa elezione a presidente degli Stati Uniti è servita a mostrare al mondo quanto in realtà sia bello e democratico il sistema politico americano. Così Obama può, in sostanza, dire e fare quello che vuole, facendo credere ai cittadini mondiali che la realtà è proprio quella che viene raccontata dalla Casa Bianca.

Obama ha tenuto nelle scorse ore l’attesa conferenza stampa che è cominciata con la discussione riforma della Section 215 del Patriot Act, ovvero la legge antiterrorismo promossa dal suo predecessore George W. Bush. Obama ha detto di voler lavorare assieme al Congresso, puntando ad avere al più presto “nuove regole, più trasparenza e maggior controllo“ in merito alle norme antiterrorismo entrate in vigore dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 che consentono di raccogliere dati dalle conversazioni telefoniche. Obama ha quindi annunciato una nuova era improntata alla “trasparenza” e alla “protezione”. Poi il consueto profluvio di clamorose balle: “L’attuale programma di sorveglianza della National Security Agency(Nsa) non compie abusi . Su questo c’è la massima fiducia. Tuttavia, la riforma serve a evitare che se ne compiano in futuro“. Inutile dire che Edwars Snowden ha appena dimostrato il contrario, mostrando al mondo come gli Stati Uniti si siano permessi di ascoltare le telefonate di milioni di cittadini, e non solo americani. Obama insiste sostenendo che gli Stati Uniti non vogliono spiare la gente normale, peccato che Snowden venga considerato alla stregua di un criminale, e non come quel patriota che è. 

Non c’è dubbio che la fuga di notizie ad opera di Ed Snowden abbia provocato una revisione del programma di sorveglianza della Nsa più rapida e più appassionata“, ha detto Obama, tenendoci poi a precisare che non considera in alcun modo Snowden un patriota, bensì qualcuno sulla cui testa “pendono gravi accuse criminali“. Un criminale insomma, così come per la Casa Bianca è criminale Bradley Manning, il soldato senza il quale non sapremmo le immonde violenze commesse dai soldati americani in Iraq. Ma Obama, consapevole del proprio ruolo di opinion leader mondiale, si è spinto ancora oltre, attaccando la Russia, Paese che viene oggi bacchettato perchè osa porsi da pari a pari nelle releazioni internazionali con la Casa Bianca, un’affronto che gli Usa non possono tollerare dal momento che si considerano il Paese eletto. In modo patetico Obama ha tirato le orecchie al Cremlino, rimpiangendo quando al posto di Putin vi era Dimitry Medvedev, uomo evidentemente più accomodante ai diktat a stelle e strisce. Obama ha accusato Putin di aver utilizzato una “maggior retorica antiamericana“, intendendo con questa retorica semplicemente la divergenza legittima di opinioni del Cremlino rispetto alla Casa Bianca su alcuni temi chiave come la Siria e lo scudo missilistico. A dir poco patetico che Obama bacchetti la Russia sulla Siria, dal momento che la Casa Bianca sta finanziando da oltre due anni miliziani jihadisti vicini ad Al Qaeda per destabilizzare il governo sovrano di Assad, reo di essere filo russo e filo iraniano, e quindi inaccettabile.

Eh sì, perchè se c’è qualcuno che la pensa diversamente dalla Casa Bianca, diventa una canaglia, un terrorista, un pericolo, un nemico dei diritti umani. Gli stessi diritti umani che indignano Obama quando si parla di diritti gay calpestati in Russia, salvo poi tacere i vergognosi abusi perpetrati negli Stati Uniti dalla polizia ai danni della popolazione. Patetico poi il riferimento, ancora una volta, ad Al Qaeda. La stessa Al Qaeda che Obama dice di temere ma che viene, nei fatti, foraggiata in Siria. Ci spieghi Obama, se ancora vuole essere preso sul serio, come mai nessuno ha visto il cadavere di Osama Bin Laden. Ci spieghi come mai, altrimenti si rassegni, non riuscirà a farci amare gli Stati Uniti per decreto. Noi stiamo con Snowden, non con chi parla di diritti civili e poi fa affari con l’Arabia Saudita.

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