La Guerra Fredda si riscaldaTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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La Guerra Fredda si riscalda

Si parla ormai da tempo di ritorno della Guerra Fredda tra Usa e Russia ma la situazione geopolitica attuale sembra volgere velocemente verso lidi inesplorati. Con la ormai scontata vittoria di Hillary Clinton negli Stati Uniti la sensazione è che Washington voglia andare al redde rationem con Mosca, e questo in quanto la “finestra” di superiorità militare strategica presunta nei confronti di Russia e Cina si chiuderà entro i prossimi 8-10 anni. 

Una guerra vera con una superpotenza come la Russia, e magari anche contro la Cina, verrebbe ritenuta follia da qualsiasi persona con un minimo di cervello. Si tratta infatti di una superpotenza nucleare capace sulla carta di proiettare la propria forza militare in tutto il mondo e seconda probabilmente solo agli Stati Uniti. Il problema è che l’Impero americano si trova ormai in declino, e Washington trova crescenti resistenze ai propri piani di dominio, basti pensare alla Siria, dove Putin con la sua ferma decisione di appoggiare Damasco ha sostanzialmente impedito quel regime change finanziato e supportato in tutti i modi dalla Casa Bianca. Ormai tutti parlano abbastanza apertamente di ritorno della Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti, con tanto di sanzioni e boicottaggi da entrambe le parti, eppure la sensazione è ci troviamo in una fase fluida di “surriscaldamento” dei conflitti globali. Il motivo è presto detto: gli Usa oggi forse avrebbero ancora un vantaggio militare tattico nei confronti della Russia, forse, mentre non entro 8-10 anni l’alleanza Mosca-Pechino potrebbe impedire agli Stati Uniti di avere il predominio militare mondiale, con tutte le conseguenze derivanti. Ora una superpotenza ragionevole prenderebbe atto del proprio declino e si siederebbe a un tavolo per ridiscutere le regole delle relazioni internazionali del futuro, ma gli Stati Uniti non sono e non vogliono essere una potenza ragionevole in quanto perseguono un unico disegno: l’egemonia globale a tutti i costi.  Paradossalmente Donald Trump, candidato repubblicano, ha detto più volte che non vorrebbe fare la guerra con la Russia e che anzi collaborerebbe con Putin contro il terrorismo islamico. Non è casuale alla luce di queste dichiarazioni che tutti i principali media americani si siano schierati come mai prima a favore della Clinton, fautrice invece di una risposta muscolare alla Russia ovunque possibile, magari anche preventiva. E dato che gli scandali preparati ad hoc e la stessa incapacità di Trump alla fine consentiranno alla Clinton di prevalere, ecco che Hillary sarà libera di andare allo scontro frontale con la Russia, uno scontro che si potrà evitare solo nella misura in cui Mosca vorrà evitarlo dal momento che a Washington sembrano determinati a sfruttare la finestra temporale che gli consente di avere un vantaggio seppur minimo in caso di conflitto globale.

Tribuno del Popolo

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