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martedì , 28 marzo 2017
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La legge è Ovale per tutti

Si fa sempre più chiara l’intenzione del Governo Letta di sradicare e piegare la Costituzione, nonché tutti quei diritti che garantiscono l’uguaglianza tra i cittadini.

Un caso di cui si parla poco ma che è di una gravità assoluta, è costituito dalla riduzione del ” gratuito patrocinio “, cioè quel meccanismo che permette ai cittadini senza reddito, o con reddito molto basso, di avere comunque accesso alle prestazioni legali.
Si parla di persone che possono vantare il non invidiabile primato di percepire un reddito lordo di poco più di 10.000 euro l’anno. Come recitato dall’Art. 3 della nostra Costituzione, i cittadini hanno pari diritti davanti alla legge ed il compito principale della Repubblica italiana è quello di eliminare tutti gli ostacoli economici e sociali per il raggiungimento di tale obiettivo. Nella nuova legge di stabilità, però, sono state introdotte, e già approvate al Senato, alcune importanti variazioni economiche anche in materia di giustizia. Innanzitutto la riduzione del 30% dei compensi per i difensori (ma anche per i consulenti tecnici, gli ausiliari e gli investigatori autorizzati) dei soggetti ammessi al cosiddetto “gratuito patrocinio”. Inoltre le spettanze che possono essere liquidate per la difesa dei soggetti non abbienti, già ridotte perché calcolate in base ai valori medi e decurtate del 50%,subiscono un’ulteriore drastica riduzione. Gli effetti sono facilmente prevedibili: sempre meno avvocati, consulenti, investigatori privati si renderanno disponibili a difendere chi si trova nelle condizioni per accedere al patrocinio a spese dello Stato.
Dunque un vero attacco al diritto di difesa dei cittadini sotto la soglia di povertà..
Ecco cosa dichiara l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici sulla questione del gratuito patrocinio : “Dal punto di vista dell’avvocatura, ovviamente, questa ulteriore riduzione dei compensi (che vengono materialmente erogati, lo ricordiamo per i profani, dopo qualche anno dalla conclusione dei procedimenti) rende la remunerazione di questa attività difensiva inferiore ad ogni limite dignitoso. Se lo Stato per difendere un poveraccio ti paga meno di un quarto di una parcella media, quanti saranno i professionisti seri ad accettare la mancetta posticipata di alcuni anni dal lavoro svolto ? Altro che dignità della professione forense, altro che diritto alla difesa, altro che importanza del ruolo professionale…”
La difesa con il patrocinio a spese dello Stato non è una difesa di serie B, riservata ai poveri, e per questo l’Unione ha sempre chiesto, e aveva ottenuto, l’eliminazione della riduzione dei compensi. Ma questo sembra non fermare il cingolato del Governo che schiaccia i diritti dei cittadini meno abbienti, confermando i timori di molti, che nel Governo tecnico vedono una macina dei diritti per cui si è tanto lottato in passato.
Cos’ altro dovremmo aspettarci per il nuovo anno dal Governo, visto una chiusura del genere ?

Laura Marzola (PDCI-FGCI Civitanova Marche)

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