La marcia dei trentamila a TerniTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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La marcia dei trentamila a Terni

Oltre trentamila persone sono scese in piazza a Terni per protestare contro i tagli che la Thyssen Krupp ha deciso nelle acciaierie e che riguarderanno 537 persone. Fischiato Angeletti della Uil ma anche la Camusso per la Cgil, con un clima generale di larga opposizione al governo Renzi, ormai sempre più antipopolare.

Erano più di 30.000 le persone scese in piazza a Terni per protestare contro i tagli draconiani che la Thyssen Krupp vuole imporre alle acciaierie umbre e che riguarderanno ben 537 lavoratori in mobilità oltre che un maxi piano di risparmio da 100 milioni di euro, ovviamente sulle spalle dei lavoratori. Ma in piazza non sono andati solo gli operai anche i cittadini, gli studenti e le semplici famiglie, tutte solidali con il problema dei lavoratori. Nessun negozio ha tenuto le saracinesche aperte e hanno tutti apposto sulle porte il cartello “Io Sto Con Terni”, un segnale per i media e per il governo inequivocabile. E inequivocabili i fischi assordanti con i quali i lavoratori hanno accompagnato le parole del segretario della Uil Luigi Angeletti, ma anche quelle della Camusso, ora contro il governo Renzi, ma in passato troppo spesso complice. Ogni azienda di Terni ha partecipato attivamente al corteo, o meglio i loro lavoratori, a significare che la lotta delle acciaierie si fonde con la lotta per il lavoro in Italia. Chi ha portato a casa gli applausi invece sono stati i rappresentanti della Rsu e delle aziende dell’indotto. Il clima che si respirava era quello del conflitto sociale con i lavoratori esacerbati nei confronti del governo Renzi. Anche per questo la Camusso ha usato toni d’attacco: “Vogliamo dire al governoche a quell’incontro ci andremo con tutti i lavoratori dell’acciaieria, che la trattativa si farà con i lavoratori; la convocazione delle parti non può significare che il governo si limiti ad ascoltare l’azienda. Speriamo che Renzi abbia ricordato alla Merkel che la Thyssen con lo stabilimento di Terni di ha guadagnato“. Insomma un risveglio tardivo ma difficilmente il messaggio arriverà a Matteo Renzi, che sicuramente se ne sarà, passateci il termine, sbattuto altamente delle notizie dei cortei e delle mobilitazioni dei lavoratori. Sembra quasi che il suo unico interesse sia quello di soddisfare Confindustria, e infatti è un compito che porta avanti in modo scientifico ed eccellente.

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