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giovedì , 30 marzo 2017
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La marcia su Roma degli impresentabili

Migliaia di manifestanti hanno accolto Silvio Berlusconi nell’adunata del Pdl in Piazza del Popolo. Berlusconi ha attaccato duramente la sinistra, sbandierando come di consueto lo spettro del comunismo, e poi ha incitato i suoi a prepararsi a una nuova campagna elettorale. Ha utilizzato toni populistici e per certi versi dal sapore eversivo, apostrofando amichevolmente i suoi come “impresentabili”.

bandiere_pdl

E’ un Silvio Berlusconi scatenato quello che si è offerto all’abbraccio del suo popolo, convenuto a bivaccare nella centralissima Piazza del Popolo, nel cuore di Roma. Il suo popolo lo ha accolto con molto calore, improvvisando cori di dubbio gusto come “chi non salta comunista è”, una carnevalata che rende finalmente palese chi sono i cittadini che votano Silvio Berlusconi, dal momento che nella vita di tutti i giorni non capita spesso di trovare qualcuno ammetterlo apertamente. E’ la marcia su Roma degli “impresentabili”, perchè così lo stesso Berlusconi, scherzosamente, ha apostrofato i suoi pasdaran, uno sberleffo alla dignità delle istituzioni, alla legalità e alla giustizia. Berlusconi aveva molti sassolini da togliersi dalla scarpa, e se li è tolti tutti attaccando i suoi nemici da Bersani a Di Pietro, passando per Fini e per il consueto spettro comunista. A sentire Berlusconi in Italia ci sarebbe stato negli scorsi anni un “golpe rosso” segreto, capace di assicurare al bolscevismo internazionale tutti i poteri occulti del Paese. Il Cavaliere infatti sembra quasi ossessionato dai comunisti, e li vede dappertutto, al punto che ci si inizia a chiedere se non ci creda veramente. Durissimo l’attacco al Pd, accusato guardacaso di essere l’emanazione del Partito Comunista. Fà ridere il Cavaliere, dobbiamo riconoscerlo, ha un grande senso dell’humor, e forse se avesse fatto l’attore comico sarebbe oggi uno degli italiani più amati nel mondo. Come politico invece Berlusconi fa paura, molta paura, anche perchè è un Berlusconi che punta a nuove elezioni e a prendersi tutta la posta, magari sfidando Beppe Grillo a suon di populismi. E così in un’Italia stretta tra l’incudine di Grillo e il martello del Pdl, Berlusconi incita i suoi alla battaglia, non pago di vent’anni nei quali il Pdl è riuscito a mettere in ginocchio un’intero Paese. Si definiscono moderati, ma nulla di quello che ha fatto nella sua vita Silvio Berlusconi rientra nella definizione di moderato. Non è moderata la sua vita privata, non sono moderati i suoi toni, non è stato moderato il modo con il quale ha governato. Non dovrebbe nemmeno essere ammissibile questo accanimento contro i comunisti, dal momento che proprio i comunisti hanno contribuito a creare e hanno firmato la Costituzione che lui stesso sarebbe chiamato a servire.

J.B.

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