La menzogna della fine delle ideologie alimenta le destreTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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La menzogna della fine delle ideologie alimenta le destre

Si avvicinano le elezioni europee e vanno alla carica i partiti cosiddetti “No-Euro”, da Le Pen fino a Orban in Ungheria si tratta nell’anima nera d’Europa che affiora e fascina le masse alimentandosi della rabbia causata dalle politiche dissennate di austerity imposte dall’Ue.

A sentir parlare Marine Le Pen sembra quasi di sentire parlare una signora bionda sinceramente interessata a difendere i diritti dei poveri francesi calpestati dalla globalizzazione e dall’austerity dell’Ue. Questo è sicuramente il quadro che lei vorrebbe diffondere di se stessa, e infatti si presenta in tv facendo finta di niente, anzi rassicurando gli scettici che lei no, non è più di quell’estrema destra parafascista perchè ormai le categorie sono mutate, la lotta non è più tra destra e sinistra bensì tra “globalizzazione” e “nazioni”. Le fascinazioni di Le Pen piacciono eccome anche da noi, vedi il Movimento Cinque Stelle che sicuramente non ha molto a che fare con il Front National, ma che ha per bocca di Beppe Grillo affrontato il tema della “fine” di destra e sinistra. Insomma sembra quasi una “mimetizzazione” maldestra, come se l’estrema destra avesse capito che nascondendosi potrà racimolare molti più voti di quanto non potrebbe mostrando il vero e solito volto della destra nazionalista e antiglobalizzazione. Del resto il fatto che la sinistra europea si sia sostanzialmente liquefatta, con addirittura alcuni partiti di sinistra che sostengono l’Ue, ha aperto autostrade alla destra populista e “No-Euro”. In Italia ad esempio il fronte dei “No-Euro” è diventato improvvisamente affollato con la Lega Nord, Fratelli d’Italia e il Movimento Cinque Stelle, ma persino Forza Italia di Berlusconi ammicca al “No-Euro” per inseguire i voti del malcontento popolare. E la destra, soprattutto quella estrema, si nutre di malcontento e rabbia popolare, da sempre avvezza a trovare capri espiatori da dare in pasto all’opinione pubblica proponendo facili soluzioni. Così sostenendo che non esiste più la lotta tra destra e sinistra ma solo quella tra nazione e globalizzazione si porta avanti nella realtà una politica smaccatamente di destra in quanto i nazionalismi, che hanno portato alle due guerre mondiali nel XX secolo, li abbiamo già sperimentati e non sono sicuramente una soluzione alla situazione attuale. Insomma per molti qualsiasi cosa sarebbe meglio del governo delle banche e dell’austerity che sta dilaniando le società europee in questa crisi del XXI secolo, peccato che costoro non ricordino quello che c’era prima, ovvero un sistema di Stati-nazione in contrapposizione gli uni con gli altri, dove il nazionalismo e la logica di potenza hanno scritto le pagine più buie della storia dell’umanità. Semmai sarebbe da rilanciare la sfida da “sinistra” all’Europa, ovvero la proposta di una Europa di popoli e non delle banche, una proposta che deve scaturire dalla solidarietà e dalla voglia dei popoli di cooperare e non di sfidarsi per la supremazia, il sentimento esattamente opposto a quello che ispira Le Pen e soci. Che futuro si potrà mai costruire, invece, dando fiducia a chi vorrebbe riportare in superficie l’anima nera dell’Europa, quella del collaborazionismo, dell’imperialismo, dell’odio per il diverso e lo straniero e dell’eurocentrismo ?

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/davidoranje/7157026558/”>David Oranje</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

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