La Metro C rischia di far crollare il ColosseoTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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La Metro C rischia di far crollare il Colosseo

Un’inchiesta dei radicali ecologisti mette in luce i gravi rischi per il monumento dovuti agli scavi della metro C. Secondo gli attivisti verdi l’incipiente restauro del Colosseo, finalmente autorizzato dopo un lungo periodo di stallo, verrebbe perseguito con un piano di impatto ambientale ormai datato e inattuale. 

Fonte: Oltremedianews

Lo scorso 4 dicembre il ministro Massimo Bray e l’imprenditore Diego Della Valle hanno presentato ufficialmente il progetto di restaurazione dell’Anfiteatro Flavio. Dopo tre anni dalla stipula del contratto e dopo quasi 6 mesi di lavori, i 25 milioni di euro promessi dal leader del gruppo Tod’s verranno finalmente impiegati nel restauro del monumento più rappresentativo dell’Urbe.

Tuttavia una recente inchiesta dei radicali ecologisti pone un freno agli entusiasmi del ministro e dell’imprenditore, evidenziando come gli incipienti scavi per il tratto T3 della metro C rischiano di mettere a dura prova la tenuta del Colosseo. In un comunicato stampa ufficiale, gli attivisti sostengono che “la Valutazione d’Impatto Ambientale è scaduta da cinque anni e si riferisce a un progetto diverso da quello precedentemente approvato: questo vuol dire che non esiste alcuna certezza sul fatto che i cantieri non compromettano la stabilità del Colosseo; lo stesso discorso vale anche per i beni artistici e archeologici come Santo Stefano Rotondo e la Basilica di Massenzio di cui sono ben note le condizioni di fragilità statica. A questo va aggiunto che non esistono Autorizzazioni delle Soprintendenze, dovute per legge, ma solo pareri”.

La notizia, purtroppo, non è una novità assoluta e già lo scorso inverno un report di Italia Nostra attirò l’attenzione della stampa mondiale e delle associazioni culturali di tutta Italia. Sia Italia nostra che i Radicali Ecologisti pongono l’accento sul fatto che il progetto della metro C, risalente agli anni ’90, risulta attualmente obsoleto e del tutto inadeguato ad inserirsi in modo armonioso nel sottosuolo romano. I Radicali Ecologisti hanno chiesto al ministro Bray e al sindaco Marino di compiere accertamenti sulla vicenda e di istituire una nuova commissione che fornisca una Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) degli scavi per la metro.

“Il nostro obiettivo è riportare l’Amministrazione al suo ruolo di garante del Bene pubblico: pensiamo sia inconcepibile in un Paese civile trattare in questo modo beni archeologici e artistici per un’opera sulla quale (oltretutto) non vi è certezza né tecnica, né finanziaria e sulla quale la stessa Corte dei Conti ha formulato rilievi negativi circa i costi/benefici”, questa la chiusura della nota degli attivisti verdi che hanno lanciato la campagna #SalviamoRoma per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni su questo delicatissimo tema.

Il punto principale su cui insistono le associazioni culturali, ecologiche e le rappresentanze dei cittadini è che, essendo entrambi i lavori di matrice essenzialmente privata, la metro rischia di rispondere solo a logiche di profitto individuale e non di giovamento alla collettività, mentre il restauro del Colosseo, per quanto Della Valle abbia sempre affermato il contrario, rischia essere un primo passo verso un modello di cultura s.p.a.

Firma la petizione del Radicali Ecologisti:
https://www.change.org/it/petizioni/metro-c-dopo-gli-alberi-secolari-cadranno-anche-i-monumenti

 Fabrizio Leone

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