La minaccia di Renzi: "Serve cambiamento violento"Tribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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La minaccia di Renzi: “Serve cambiamento violento”

In visita negli Stati Uniti un Renzi ringalluzzito ha annunciato un cambiamento violento e una rivoluzione. Un cambiamento strutturale e su tutto, che però non lascia dubbi sulla direzione del cambiamento. 

Matteo Renzi si appella da sempre a un elettorato trasversale, un uomo che ha fatto della lotta all’ideologia la sua bandiera ideologica inebriandosi di parole come post-ideologia. E’ il rottamatore per eccellenza, quello che manda nel cestino i sindacati e che annuncia una rivoluzione, facendolo però ovviamente dalla Silicon Valley. “Arriva il momento  in cui qualcuno lo facciamo arrabbiare. Ma così faremo stare meglio tutti“, ha detto Renzi, facendo quindi capire quelle che sono le sue intenzioni, ovvero smantellare quel poco che rimane di tutele del lavoro. Basterebbe poi chiacchierare con Renzi per comprendere come, evidentemente, per lui il modello americano sia perfettamente funzionante e da imitare, fatto assolutamente opinabile, quindi un brivido ci percorre la schiena quando dice “faremo stare meglio tutti”. “L’Italia ha bisogno di una rivoluzione sistematica su tutti i punti di cui stiamo discutendo: la pubblica amministrazione, il sistema politico, un mercato del lavoro diverso, la giustizia civile, una campagna seria contro la corruzione, una classe politica di cui non vergognarsi. Se lo faremo, magari non diventeremo un paese normale, perché normali non lo siamo: siamo speciali. Però torneremo ad essere un paese attraente. Un paese il cui tempo migliore non è il passato“, ha detto ancora il pifferaio di Firenze con il suo fare da manger di belle speranze per poi chiarire ulteriormente il concetto: “Ci sono cose che vanno cambiare in modo quasi violento, nel senso del procedimento, non della via men che pacifica. Ci vuole un cambiamento radicale, strutturale, profondo su tutto“. Una rivoluzione operata dall’alto insomma, e già questo ci fa sorridere, ma soprattutto una rivoluzione che vuole condurre verso che lidi? Secondo Renzi e i nostri amici ammerregani il “paradiso” è un luogo dove si può licenziare a proprio piacimento, di conseguenza Renzi e soci portando lo scalpo dell’articolo 18 magari otterranno la promessa di qualche multinazionale di aprire in Italia reclutando docili lavoratori a cinque euro al mese licenziabili in qualsiasi momento. Un attacco a tenaglia quello all’articolo 18 e ai sindacati operato anche con il placet di Napolitano che si è scagliato a sua volta contro i conservatorismi dando un aiuto fondamentale a Renzi. Insomma Renzi ormai sembra già in delirio di onnipotenza, si sente l’uomo forte, l’uomo della provvidenza, ma noi abbiamo una idea ben precisa della direzione che prenderà la sua “rivoluzione”. 

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/palazzochigi/15131041909/”>Palazzochigi</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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