La ‘Mission Local’ francese. Come dare volto all’aiuto giovanileTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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La ‘Mission Local’ francese. Come dare volto all’aiuto giovanile

C’era una volta lo Stato. C’era una volta il ricco che aiutava il bisognoso. C’era una volta una politica che si occupava del popolo. 

Fonte: Oltremedianews

Francia. Sono 471 le cosiddette ‘Mission Local’. Sono uffici pubblici, dove ogni cittadino in cerca di aiuto, di qualsiasi tipo di natura, si reca per avere un supporto statale. Nello specifico la Mission Local, creata sotto richiesta dei comuni francesi negli anni ’80 e supportata economicamente dai fondi comunali, regionali, statali ed europei, -che lo Stato ha scelto di veicolare nell’aiuto dei giovani-, si occupa di aiutare ragazzi nell’orientamento professionale e nel successivo collocamento al lavoro.

Solitamente sono i giovani stessi che si rivolgono a noi’, racconta una delle responsabili della Mission Local di Biarritz, ‘a volte i giovani sanno cosa vogliono fare ma non hanno le basi di istruzione per poter lavorare, o viceversa desiderano confrontarsi con un parere esterno, dei nostri counselor, per orientarsi nella vita. Il nostro compito è quello di supportarli in tutte le forme possibili che ci competono, nell’aspetto della salute psico-fisica e nella cura della persona in tutte le sue forme.’ La Mission Local collabora infatti con diversi enti comunali e regionali, quali l’ospedale, le scuole e le diverse realtà lavorative utili al collocamento mirato dei giovani in ricerca di impiego. Si occupa di rendere indipendenti i ragazzi, aiutandoli non solo quindi nella ricerca di un’occupazione, ma anche nel fornire loro tutti i mezzi necessari per la riuscita dell’indipendenza, quindi un mezzo di trasporto, una formazione qualora risultasse necessaria per la strada che il ragazzo ha scelto per sé, una residenza e un sostegno psicologico che permetta al ragazzo di non sentirsi mai abbandonato durante il periodo di accompagnamento. La Mission Local si occupa anche di possibili questioni legali qualora un ragazzo si rivolgesse all’istituzione per chiedere un supporto relativamente alla situazione in cui si vede coinvolto.

Il counselor e gli educatori che lavorano nella Mission Local aiutano quindi la persona in tutti i suoi aspetti formanti, quali l’orientamento, l’istruzione, la motivazione e la psicologia dello stesso. ‘Il counselor si occupa di guidare un ragazzo verso la sua strada, capendo con lui di cosa si tratta, e incentivandolo verso una realizzazione dei propri sogni’, continua la responsabile, ‘guidiamo i ragazzi anche nella compilazione del c.v. e li indirizziamo, qualora loro lo desiderino, ai colloqui di lavoro; chiamiamo personalmente le aziende ospitanti collaborando con il contributo attivo del ragazzo nella ricerca di un posto di lavoro’.

In Francia, di fronte alla richiesta di ‘esperienza’ da parte del datore di lavoro, i ragazzi si preparano durante la formazione scolastica: la possibilità di portare avanti in modo parallelo scuola e lavoro è quasi di routine per la maggior parte dei ragazzi, che già prima di terminare la scuola secondaria hanno alle spalle i famosi ‘tre anni’ di esperienza che ormai qualsiasi ente lavorativo pretende prima dell’assunzione. In questo modo si gestisce molto meglio la circolarità di una richiesta che in Italia paralizza invece tutto il mondo dell’occupazione giovanile. Si favorisce anche l’interculturalità, garantendo agli immigrati un appoggio nell’ottenimento del passaporto, della carta di residenza e del permesso di soggiorno, tutti prerequisiti necessari per poter richiedere un impiego.

Quale destinazione migliore per l’utilizzo dei fondi sociali europei se non il collocamento dei giovani nel mondo del lavoro, dando vita così alla possibilità di un paese giovane, che possa generare nuove opportunità e nuove definizioni di disoccupazione, o meglio, di occupazione. Sono circa 4.000 i giovani collocati ogni anno attraverso l’aiuto della Mission Local in Francia. La percentuale dei giovani che trovano lavoro con contratto semestrale con il sostegno della Mission Local è del  40% e comunque, indipendentemente dal tipo di contratto, i giovani che trovano lavoro sono circa il 50% di quelli che si sono rivolti all’istituzione.

Nuove misure quindi esistono, nuove tipologie di supporto giovanile, nuovi orizzonti di credibilità che diano la giustamotivazione ad una categoria troppo spesso vittima della sfiducia generale che domina il nostro pensare e agire. In quanto membri dell’U.E. anche noi italiani usufruiamo dei fondi sociali europei, ma, ad oggi, in modo ancora troppo poco produttivo. L’Italia, Paese che si muove troppo spesso solo nell’emergenza, è bene che oggi inizi a giocare le sue carte. Che la partita abbia inizio.

 Federica Bani

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