La morte della "sinistra" genera i "mostri"Tribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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La morte della “sinistra” genera i “mostri”

La morte della “sinistra” genera i “mostri”

Le abiure, i fallimenti e le divisioni della sinistra europea sembrano aprire autostrade al populismo di destra, con il concreto rischio di una uscita da “destra” della crisi. E di fronte a scenari molto simili a quelli del passato, gli errori che si commettono sono sempre quelli.

Chi lo sa se quando negli anni Trenta del XX secolo in Europa era scoppiata la guerra civile spagnola i cittadini che abitavano nel resto del continente avevano l’effettiva portata di quello che stava succedendo. Probabilmente no, del resto all’epoca internet non esisteva e le informazioni non arrivavano in tempo reale. In Italia e in Germania poi si erano già affermati fascismo e nazismo, e la democratica Francia voltava vergognosamente le spalle ai compagni iberici, lasciando che il fascismo di Franco ponesse fine all’esperimento della legittima Repubblica Spagnola. Sicuramente all’epoca venne percepito che in Spagna si combattevano le prove generali di qualcosa di più ampio, si combatteva il fascismo nella sua proiezione internazionale, e solamente l’Unione Sovietica, pur tra mille contraddizioni, ebbe il coraggio di schierarsi apertamente con la legittima Repubblica spagnola. Beninteso il riferimento alla Spagna è solo casuale nel senso che ci rendiamo perfettamente conto che a Kiev, in questi giorni, si è creato uno scenario che nulla ha a che vedere con quello che abbiamo precedentemente evocato. A Kiev però abbiamo visto vividamente un qualcosa che qualcuno riteneva dovesse albergare solo nei ricordi del passato, ovvero milizie paramilitari neonaziste che hanno esplicitamente mostrato al mondo che esistono, e che anzi, sono addirittura stati scelti come interlocutori. Così tutti i radical chic e i filosofi contemporanei, ogni riferimento a persone effettivamente esistenti non è casuale, che hanno teorizzato la fine del fascismo e di conseguenza dell’antifascismo, hanno potuto constatare quanto in realtà i germi dell’autoritarismo di destra siano ancora numerosi nell’inconscio europeo. Così molti che si professavano antifascisti a parole, quando ancora l’antifascismo era di moda e portava consenso, quando i fascisti veri sono arrivati a Kiev non sono nemmeno riusciti a identificarli, anzi sono arrivati persino a dire di dover parlare con loro, vedi Martin Shulz. Insomma è un’Europa che pur di salvare se stessa è disposta persino a tollerare l’esistenza di gruppi neonazisti, evidentemente opportunamente manovrabili da media e servizi. Del resto l’avanzata nera nel cuore dell’Europa, e siamo solo all’inizio dato che Le Pen in Francia è ormai al primo posto nei sondaggi, è figlia del fallimento della sinistra, è figlia della sinistra che ha voluto disconoscere se stessa trasformandosi in qualcosa di diverso e lasciando tutta una serie di temi tipici della sinistra alla propaganda nazionalista, da sempre collusa peraltro con gli interessi del capitale che la sinistra dovrebbe ostacolare. E quando la sinistra fallisce per indegnità, tradimento e vigliaccheria, ecco che le masse popolari si lasciano sedurre dalle rivoluzioni nazionali, le rivoluzioni di “pancia”, quelle di destra, ovvero quei moti di piazza che concedono al popolo l’”illusione” della rivoluzione, lasciando invece immutati i rapporti di forza tra le classi e il predominio della minoranza sulla maggioranza. L’avanzare del fascismo dovrebbe ricordare a tutti coloro che ancora si professano antifascisti che l’unico modo per contrapporsi al fascismo è quello di non abiurare dalle proprie idee ed è quello di fare finalmente la “sinistra”, consapevoli che potrebbe essere troppo tardi.

G.B.

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