La Nato e i tamburi della guerraTribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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La Nato e i tamburi della guerra

Tensione sempre più alta in Europa orientale con la Nato che ha annunciato di voler costituire una “punta di lancia” rivolta verso la Russia, che viene accusata a senso unico della destabilizzazione dell’Ucraina. La sensazione è che il mondo vada verso una nuova contrapposizione in blocchi sempre meno “fredda” e più “tiepida”. 

Nonostante smentite, dichiarazioni di facciata e quant’altro la situazione internazionale sta scivolando verso una pericolosa escalation di tensione a causa della rapacità della Nato. Il motivo è presto detto la Nato ha preso parte direttamente o indirettamente a tutte le destabilizzazioni degli ultimi quattro anni, arrivando così a comporre un quadro per nulla rassicurante che porta a una rinnovata contrapposizione globale in blocchi. Il banco stava già saltando con la Siria, dove la Russia si è sostanzialmente contrapposta al protagonismo americano e della Nato, impedendo nei fatti che l’Occidente bombardasse Damasco rimuovendo il governo di Assad, ritenuto evidentemente scomodo per gli interessi nell’area degli Stati Uniti e dei loro alleati. La situazione poi è ampiamente degenerata con i fatti di Kiev, ma anche qui è stata la Nato a infiammare l’area dal momento che i “rivoluzionari” di Majdan sono stati appoggiati, spronati e financo finanziati dalla Nato e dagli Stati Uniti (basti vedere la visita di McCain a Kiev poco prima della rivolta del Majdan). Ora si chiede a gran voce alla Russia di non destabilizzare l’Ucraina dopo che la Nato e gli Stati Uniti hanno realizzato un vero e proprio golpe provvedendo a cacciare Yanukovich, che era stato eletto democraticamente, con una Giunta all’interno della quale occupano posti di rilievo esponenti di estrema destra e simpatie neonaziste. Da quel momento la Giunta di Kiev ha cominciato la sua guerra interna contro la Novorossja, ovvero contro l’Ucraina dell’Est che non ha voluto sottostare al giogo del nuovo potere installatisi a Kiev. Il risultato sono stati oltre duemila morti, centinaia di migliaia di profughi, battaglioni punitivi che hanno massacrato la popolazione civile utilizzando anche bombe al fosforo e missili balistici, il tutto mentre l’Occidente non ha detto una parola che fosse una per prendere le distanze dall’operato di Poroschenko e soci. Così i filorussi che hanno preso le armi per difendere la popolazione sono diventati per la retorica occidentale “terroristi”, e ormai i media prendono direttamente le veline di Kiev senza nemmeno più verificare sul campo le notizie dal momento che alla Casa Bianca si è già deciso a tavolino chi è dalla parte del torto. Tutto questo tacendo sull’abbattimento del velivolo civile malese che, secondo diverse fonti, sarebbe da attribuirsi a un caccia di Kiev e non ai filorussi come invece dichiarato dagli Stati Uniti.

Ora però l’escalation ha subito una nuova impennata, forse perchè le forze della Novorossja sembrano aver preso l’iniziativa mettendo in seria difficoltà l’esercito di Kiev. Ecco quindi che la Nato è tornata a ventilare scenari di guerra con il segretario Anders Fogh Rasmussen che ha annunciato di voler blindare il confine orientale dell’Europa costituendo una sorta di “Spearhead”, ovvero una punta di lancia rivolta verso Mosca, ritenuta ovviamente l’unica responsabile della destabilizzazione dell’Ucraina. Parole non proprio rassicuranti dal momento che Rasmussen ha anche parlato di un  “Readiness Action Plan”, ovvero di un non meglio specificato piano per agire prontamente in uno “scenario di Sicurezza completamente nuovo“.Insomma in caso di attacco di un alleato della Nato, ecco che Rasmussen parla apertamente di intervenire immediatamente, e il riferimento all’Ucraina non è nemmeno troppo velato. Ovviamente Rasmussen è poi andato anche oltre invitando i partner europei ad aumentare i fondi da destinare alle spese per la Difesa, ed è la seconda volta che ciò accade dopo che anche Barack Obama aveva comunicato che la “libertà” dell’Europa non era gratuita. Insomma la Nato batte forte sui tamburi della guerra e la sensazione è che si voglia coinvolgere tutta l’Europa in un avventurismo insensato che potrebbe compromettere i rapporti con la Russia, fatto questo che ci sta già costando carissimo dal momento che l’Italia, come la Spagna e la Germania, intratteneva ottimi rapporti commerciali con Mosca. Rasmussen ha annunciato che l’Europa orientale diventerà una nuova cortina di ferro, una punta di lancia puntata alla gola della Russia, e con queste premesse sicuramente al Cremlino saranno costretti a prendere misure analoghe con il risultato di una nuova guerra fredda che potrebbe però diventare insolitamente tiepida molto in fretta. 

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