La Nato scalda i motori in Romania e PoloniaTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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La Nato scalda i motori in Romania e Polonia

Ci risiamo. Mentre la minaccia dell’Isis e del terrorismo non è ancora stata sconfitta la Nato annuncia l’apertura della base aerea di Deveselu in Romania mentre sono partiti i lavori per un’altra installazione terrestre del sistema missilistico americano Aegis anche in Polonia. Tutto questo come si potrebbe spiegare se non con la volontà di prepararsi alla guerra totale con Mosca?

Lo Stato Islamico, ci raccontano, è il male assoluto. Ci si aspetterebbe dunque che quelle che si autodefiniscono “forze del bene”, ovvero la Nato, si mobilitino contro tale minaccia, e invece no. Invece la Nato si mobilita, certo, ma in vista di una guerra totale con la Russia. Siamo esagerati? Vorremmo esserlo tuttavia riesce difficile pensare che gli obiettivi siano altri dal momento che il segretario generale della Nato Stoltenberg ha appena tagliato il nastro della base aerea di Deveselu in Romania dove è stata inaugurata la Aegis Ashore, ovvero una installazione terrestre del sistema missilistico americano. Inutile dire che la Romania, attualmente, non è minacciata da nessuno, di conseguenza al Cremlino tale mossa è stata interpretata come una autentica dichiarazione di ostilità. Stoltenberg ha anche ringraziato gli Usa in quanto con tale installazione si accresceranno le capacità di “difendere gli alleati europei contro missili balistici dall’esterno dell’area Euro-Atlantica“. Ma in realtà non sembra essere una mossa difensiva, ancor più che la Nato ha annunciato la costruzione di una base analoga anche in Polonia che sarà a sua volta dotata di missili intercettori e lanciatori verticali. Come ha spiegato Manlio Dinucci sul Manifesto inoltre: “Le due installazioni terrestri si aggiungono a quattro navi Aegis (anch’esse con missili SM-3 e lanciatori verticali) che — dislocate dalla U.S. Navy nella base spagnola di Rota — incrociano nel Mediterraneo, Mar Nero e Mar Baltico, collegate a un potente radar in Turchia e a un centro di comando in Germania“. Addirittura grottesca poi la precisazione del segretario della Nato che ha assicurato che le basi in Romania e Polonia non siano dirette contro la Russia, quando in realtà appare evidente il contrario dal momento che il concetto stesso di scudo anti-missili è offensivo in quanto l’obiettivo di sempre di Washington è quello di riuscire a intercettare i missili balistici russi per avere la possibilità di un first strike in grado di garantire di neutralizzare mediante lo “scudo” eventuali rappresaglie. Insomma l’Europa scivola di nuovo nella Guerra Fredda con tanto di missili puntati e ovviamente tutto questo avvantaggia solo ed esclusivamente gli Usa che potranno ricattare a piacimento l’Ue come peraltro già fatto suyi fatti dell’Ucraina, vedi le sanzioni imposte al Cremlino. Del resto è stato lo stesso Obama a denunciare recentemente una presunta “presenza e postura militare aggressiva della Russia nella regione baltico/nordica” e a ribadire l’impegno Usa per la difesa collettiva dell’Europa. E ovviamente lo stesso Obama vorrebbe proprio il Ttip in modo da legare ulteriormente a sè l’Europa e magari utilizzarla ancora una volta come campo di battaglia con la Russia per evitare ripercussioni sugli interessi americani. Ancora una volta.

photo credit: By U.S. Army Corps of Engineers from USA [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

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