La Nato serve più all'Europa o agli Usa?Tribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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La Nato serve più all’Europa o agli Usa?

In questi tempi di tensione globale una Ue fragile economicamente e politicamente viene coinvolta sempre di più nei disegni della Nato. La domanda da porsi però dovrebbe essere se la Nato sia uno strumento che lavori per gli interessi degli europei o degli americani, e soprattutto se questi interessi collimino. Secondo noi ovviamente la risposta è no..

Viviamo o no nell’era della post-ideologia? Se è vero allora i fautori dell’espansione della Nato e i sostenitori della superiorità morale dell’Occidente dovrebbero spiegare come mai si sta spingendo sempre di più l’acceleratore verso una rivalità accesa con Mosca in un’area che va dall’Ucraina fino al Medio Oriente. In molti dimenticano che con la dissoluzione dell’Urss e del Patto di Varsavia la Nato è diventata in realtà sostanzialmente inutile. E’ stata conservata sulla carta come organizzazione che dovrebbe lottare contro il terrorismo globale ma negli ultimi anni è servita più che altro ad allargare una cintura di sicurezza intorno alla Russia di Putin, diventata come brillantemente scritto da Fulvio Scaglione su Famiglia Cristiana un nuovo “Impero del Male” agli occhi della propaganda dell’Occidente. Tutto questo conviene più all’Europa o più agli Stati Uniti? E soprattutto gli interessi dell’Europa coincidono con gli interessi di Washington?

Appare evidente che la debolezza politica ed economica dell’Ue impedisce all’Europa di vedere con chiarezza la situazione. Lo si è visto in merito alla questione Ucraina dove l’Ue è stata spinta a imporre delle sanzioni alla Russia che appaiono tanto più insensate quanto più l‘Europa ha dimostrato di aver bisogno della Russia per combattere il terrorismo. Il problema però è che l’adesione al blocco americano da parte dei paesi Ue è incondizionato, di conseguenza l’Europa viene sostanzialmente utilizzata come prima linea per arginare la Russia, senza che la cosa ovviamente abbia per i popoli europei la benchè minima utilità. E nemmeno quello dei diritti umani diventa un pretesto utile dal momento che l’Europa intrattiene rapporti amichevoli con la Turchia, paese dove esponenti dell’opposizione vengono arrestati e imbavagliati, e dove le minoranze come quella curda subiscono violenze e ingiustizie quotidiane. Bisogna dunque prendere atto che l’Europa non può al momento ancora elaborare una propria visione comune, purtroppo o per fortuna, e questa situazione viene utilizzata dagli Stati Uniti per applicare l’ormai solita e oliata tattica del “Divide et Impera”.

L’alleanza agli Usa ha un prezzo, e a pagarlo è evidente che sono quei paesi europei che sono obbligati a condividere la visione degli Stati Uniti che identifica appunto in Mosca il male assoluto. Quel che bisogna comprendere però è che gli Usa non vedono Mosca come male assoluto per motivi umanitari bensì per mera logica di potenza e l’errore delle classi dirigenti europee e non comprendere che gli interessi vitali americani non coincidono minimamente con gli interessi europei. Questo tralasciando che Mosca è indubbiamente culturalmente affine all’Europa e dunque è un controsenso immaginare una Unione Europea a  cui aderiscono paesi come Georgia e Turchia e non la Russia. La speranza è che in Europa le classi dirigenti prima o dopo comprendano che per un futuro di pace e prosperità in Europa bisogna cercare la cooperazione con la Russia su temi importanti come la lotta al terrorismo e non flirtare con paesi come Arabia Saudita, Qatar e Turchia fingendo di lottare per il mondo libero.

Gb

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