La necessità di un nuovo "Illuminismo" per uscire dal "Medioevo tecnologico"Tribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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La necessità di un nuovo “Illuminismo” per uscire dal “Medioevo tecnologico”

Ci troviamo in un’epoca che potremmo tranquillamente appellare “Medioevo Tecnologico”. Un’epoca dove il razionalismo appare sconfitto e dove di fronte al caos e all’incertezza i gruppi umani si dividono lungo le linee di faglia religiose ed etniche. Un’epoca dove milioni di persone tornano di nuovo ad affidarsi alla consolazione della religione, rinunciando a rimboccarsi le maniche per costruire un mondo migliore, accettando così una visione mistica e non più materialistica della storia. Da qui la necessità di fronteggiare la nuova oscurità con una nuova cultura dei “lumi”…

Quanti pensavano che le guerre di religione e le divisioni su scala etnica appartenessero al passato dell’umanità probabilmente si sbagliavano. Mai come oggi l’uomo ha a disposizione conquiste tecnologiche che potrebbero permettere di pianificare un miglioramento delle condizioni di vita dell’intera umanità, eppure a dispetto di proclami e di speranze il mondo di oggi sembra ripiombare in quello che potremmo tranquillamente chiamare come un “Medioevo tecnologico”. Una sorta di periodo oscuro nel quale le conquiste della scienza e del progresso vengono messe in discussione all’interno di un mondo che non offre più punti di riferimento abbandonando nell’incertezza masse umane che finiscono nuovamente per farsi sedurre dal richiamo consolatorio della religione e dell’appartenenza comunitaria. Stiamo assistendo alla sconfitta del positivismo e al ritorno dell’oscurantismo religioso in gran parte del mondo, con il ritorno di guerre sante e su base etnica che forse in modo troppo ottimistico abbiamo identificato con il passato dell’umanità.

E invece senza più alcun ideale che non sia quello del capitalismo, e quindi il profitto, l’umanità malata sprofonda in una sorta di nulla che lascia completamente inerti di fronte alla realtà. Gli uomini di oggi si sentono vuoti, privi di un collante sociale, meri individui che, impauriti, finiscono per ritrovare la propria dimensione nella comunità di riferimento e magari nel racconto consolatorio della religione. Forse questo accade solo in misura minore in Occidente, almeno per ora, ma in Medio Oriente e nel mondo islamico ad esempio assistiamo al ritorno dell’idea totalizzante della religione, unica cosa in grado di dare un senso a un mondo che non è costruito a misura d’uomo.

Sembra quasi che siano saltati i punti fermi e che sempre più persone, disilluse, finiscano per anteporre l’emozione alla razionalità. Al posto del razionalismo e della pianificazione per risolvere scientificamente i problemi che affliggono l’umanità sembra quasi che si sia tornati a un tutti contro tutti nel quale ognuno cerca di portare vantaggio alla propria comunità, magari pensando unicamente a raccoglierne i consensi assecondandone in modo acritico le rivendicazioni. L’oscurantismo religioso che sembrava sconfitto sembra invece il reale vincitore in questo XXI secolo, e questo non è stato anche una delle conseguenze dell’abbattimento dell’unica “religione laica” che poteva far breccia anche nel terzo e quarto mondo, ovvero il socialismo ? Secondo noi sicuramente sì.

E infatti a essere stato sconfitto è solo apparentemente il “socialismo” di matrice sovietica, in quanto dietro alla Guerra Fredda in realtà si stagliava uno scontro più grande, uno scontro tra idee. In tanti forse avevano scommesso che nel Mondo del XXI secolo non ci sarebbero state più le religioni e soprattutto non ci sarebbero più state guerre nel nome di Dio, e invece probabilmente questo periodo verrà studiato tra diversi decenni come una sorta di nuovo periodo oscuro nel quale l’umanità spaventata si è rifugiata in se stessa, nei propri miti. Questo accade probabilmente perchè viviamo in un’era di disperazione, un’era voluta per certi versi dal momento che ogni possibile tentativo di modificare questo sistema economico o di abbatterlo è stato represso con brutalità in tutto il mondo, lasciando masse di lavoratori e di oppressi senza guida, senza bussola, sbalestrati in un oceano di oscurità. Eppure viviamo in un periodo dove per la prima volta nella storia dell’uomo la tecnologia potrebbe essere messa al servizio dell’uomo permettendo così di superare per sempre le sofferenze, lo sfruttamento e di condurre per gradi alla costruzione di un Paradiso in Terra, smettendo quindi di rimandare la soddisfazione a un futuro indefinito da relegare nella sfera fideistico-religiosa.

Per la prima volta sarebbe davvero possibile affrancare l’umanità dalla sofferenza, e ironia della sorte proprio quando l’umanità in potenza può migliorare se stessa, eccola ripiombare nell’oscurità medievale. Ed è difficile non pensare che per chi trae vantaggio dallo stato di cose presenti sia meglio il Medioevo, del resto fosse stato per i Re e per i nobili vivremmo oggi ancora all’interno di regni teocratici. A pensarci bene ci troviamo in una società senza fini, senza grandi idee capaci di portare alla collaborazione dell’umanità. Al contrario viviamo in una società che si vuole atomizzata in modo da scongiurare in anticipo ogni tentativo di modificarla, una società dove l’assenza di obiettivi sociali pone come unica priorità quella dell’affermazione personale di sè o della propria piccola comunità sulle altre. E in una società del genere è presumibile pensare che i sovrani continueranno a rimanere tali ancora a lungo, ancor più che l’aspirazione dei “sudditi” non è certo quella di tagliare la testa al Re bensì in qualche modo di essere ammessi alla propria corte, in quanto certificherebbe una vittoria sociale sugli altri “miserabili”. E questa visione ferina, e appunto medievale, è favorita dal fatto che le materie umanistiche vengano ritenute un’inutile orpello nel mondo di oggi. E se questa tendenza continuerà la sensazione è che ripiomberemo sempre più nel Medioevo piuttosto che uscirne, realizzando una sorta di regresso culturale di massa simile, per proporzioni, a quello subito dall’Impero Romano nei tre-quattro secoli dopo la sua caduta.

@Gb

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