La pace secondo Israele: 1200 nuovi insediamenti a Gerusalemme EstTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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La pace secondo Israele: 1200 nuovi insediamenti a Gerusalemme Est

Brusca frenata ai colloqui di pace tra Israele e Palestina dopo che Israele ha dato l’approvazione definitiva alla costruzione di circa 1200 alloggi a Gerusalemme Est e in Cisgiordania.

Perlomeno discutibile il modo di approntarsi alla pace da parte di Israele, peraltro in un momento assai delicato dal momento che i colloqui di pace tra Israele e Palestina erano appena ricominciati e dovranno riprendere tra tre giorni a Gerusalemme. Proprio a Gerusalemme Est infatti il governo ebraico ha pensato bene di dare l’approvazione definitiva alla costruzione di ben 1200 nuovi alloggi. La  durareazione palestinese è stata affidata al negoziatore Mohammad Chtayyeh: “Questo annuncio dimostra che Israele non prende seriamente i colloqui di pace e ha l’intenzione di distruggere le basi d’una soluzione pacifica per la nascita di uno Stato palestinese“. E come dargli torto dal momento che gli insediamenti ebraici in Cisgiordania e a Gerusalemme Est sono ritenuti illegali anche dall’Ue. Mahmoud Abbas, leader dell’Autorità nazionale palestinese, si era sempre rifiutato di riprendere i colloqui di pace senza uno stop ai nuovi insediamenti. Solo la pressione degli Stati Uniti era riuscita a smuoverlo dando comunque avvio ai negoziati in cambio del rilascio da parte di Tel Aviv di 104 prigionieri palestinesi. Gran parte delle nuove case, 793 per la precisione, saranno a Gerusalemme Est, mentre 394 sorgeranno in Cisgiordania, entrambe zone occupate da Israele nel 1967 e che dovrebbero e potrebbero essere il nucleo del futuro Stato palestinese. Al momento vivono in questi territori circa 560,000 israeliani, e nessuno di loro sembra aver intenzione di accettare un’eventuale creazione di uno Stato palestinese. La risposta di Israele, affidata al ministro degli alloggi Uri Ariel di estrema destra, è stata a dir poco agghiacciante: Nessun Paese prende ordini da altri paesi su dove può costruire  noi continueremo a creare alloggi in tutto il paese, è la cosa giusta in questo momento, per il sionismo e per l’economia“. Dall’altra parte, il governo di Tel Aviv ha annunciato oggi che saranno liberati entro le prossime 48 ore 26 dei 104 prigionieri palestinesi individuati quale parte delle concessioni per la ripresa dei negoziati di pace. Si tratta di prigionieri detenuti da prima degli accordi di Oslo nel 1993. 

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