La Pace sociale a chi conviene?Tribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

La Pace sociale a chi conviene?

Dopo il folle gesto di Preiti che ha sparato domenica contro due carabinieri di fronte a Palazzo Chigi, in tutti i canali di informazione opinionisti, politici e specialisti hanno cercato in tutti i modi di richiamare alla calma, deprecando giustamente la violenza. Ma senza comprendere il brodo e il contesto che porta alle violenze, secondo noi, non si capirà mai costa sta succedendo in questo Paese..

night piazza colonna

Premessa: Siamo assolutamente contrari alla violenza e deprechiamo l’atto commesso da Preiti, il disoccupato che domenica ha perso la testa scaricando il caricatore della sua pistola addosso a due carabinieri di fronte a Palazzo Chigi. Preiti voleva colpire dei politici, almeno così ha detto, voleva scaricare la rabbia nei confronti di una vita che era diventata una “non-vita” lanciando un messaggio e poi suicidandosi, non ci è riuscito solo per aver finito i colpi nel caricatore, almeno così ci hanno raccontato. A noi questa notizia non solo non ha preoccupato, ma nemmeno ci ha sorpreso. Perchè? Bhe semplice, siamo precari, viviamo “nella strada”, sentiamo quali sono gli umori della pancia degli italiani nei bar, nei locali, nei call center, nei centri di collocamento. Il fatto che i politici e i giornalisti siano sorpresi da un atto come quello di Preiti dovrebbe parlare da sè, ci raccontano da anni di un Paese che non è quello reale, un Paese che ci viene presentato colorato e gaudente secondo la miglior tradizione berlusconiana. Non ci sorprende quindi che questi signori si siano sorpresi, un pò come i monarchi dell’Ancien Regime che si stupivano vedendo la plebe in tumulto che cercava di farli a pezzi. Detto questo non stiamo giustificando, la violenza è sempre sbagliata, tuttavia ci ha fatto effetto vedere che ci sono personaggi che hanno affollato gli studi televisivi che si rifiutano di credere che l’atto di Preiti possa essere stato condizionato anche dal contesto in cui viveva. Costoro sono coloro che amano la “pace sociale”, rifiutano di credere che questo sistema sia ingiusto perchè tale sistema, in un modo o nell’altro, li ha sistemati. Sono coloro che devono credere nella “follia” di Preiti, devono quasi sperare che l’attentatore di domenica abbia agito per follia, per un problema mentale, e non perchè esasperato da una vita  e da un contesto per lui insostenibili. C’è chi ci suicida, sono decine coloro che decidono di farla finita silenziosamente, non riuscendo a trovare una loro collocazione nella società, ma la politica cosa ha fatto per loro? Ha continuato a ignorare questi avvenimenti, esaltando coloro che sopportano il disagio e la crisi con “dignità”, additando come “violenti” coloro che invece vogliono continuare a provare a cambiare la società in modo collettivo e condiviso. Tutto questo, per dirla come Maurizio Landini, segretario della Fiom, che ha ricordato come negli ultimi anni oltre duecento miliardi di euro siano passati dalle tasche dei lavoratori ai profitti. Logico che chi ha goduto di queste enormi regalie oggi sia a favore della “pacificazione”. Vengano i pompieri e i pacificatori nei quartieri di periferia, dove tra spaccio, disoccupazione, degrado e squallore quotidiano migliaia di persone cercano non più di migliorare le proprie condizioni, ma di sopravvivere. Vengano e capiranno del perchè la “pace”, non conviene a tutti. Detto questo rimarchiamo come sia stato deprecabile l’atto di Preiti, che peraltro ha colpito due lavoratori a 1400 euro al mese, anche loro vittime inconsapevoli di un sistema che macina tutti, ma riesce anche a mettere tutti gli uni contro gli altri, nascondendo i veri manovratori. Infine un’ultima riflessione: Coloro i quali nei salotti tv sono sgomenti di fronte a tutta questa violenza, evidentemente, vivono un’altro mondo, un’altra Italia, per questo non riescono, fortunati loro, nemmeno a comprendere cosa possa passare per la mente in una persona che ha perso tutto, il passato, il presente, e anche il futuro. Tutti contro la violenza dunque, ma perchè lo sono? Spesso a essere contro la violenza sono gli stessi che non esiterebbero a usarla per mantenere i propri privilegi, e la storia di questo Paese ce lo insegna…

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top