La Pinotti e il "Libro Bianco"Tribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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La Pinotti e il “Libro Bianco”

La Pinotti e il “Libro Bianco”

La ministra della Difesa Pinotti ha reso nota la pubblicazione del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”, ovvero le linee guida per la “strategia evolutiva delle Forze armate sull’orizzonte dei prossimi 15 anni”. Tradotto si confermerà la subalternità totale del nostro Paese alle politiche atlantiste. 

La Pinotti ha pensato bene di pubblicare le linee guida di quello che sarà il futuro “Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”. Stiamo parlando delle pagine che spiegheranno quale sarà la strategia delle Forze Armate italiane nei prossimi 15 anni. In sostanza nulla di nuovo sotto al sole, anzi, una conferma becera e totale del solco aperto nel 1991, quando, come ricorda Manlio Dinucci su Manifesto, l’Italia aveva combattuto in Iraq sotto comando Usa la sua prima vera guerra. All’epoca il governo italiano aveva annunciato uno storico nuovo modello di difesa, che poi altro non era che una banale violazione della Costituzione dal momento che questo fantomatico nuovo modello di fesa stabiliva che il compito delle Forze armate sarebbe “la tutela degli interessi nazionali, nell’accezione più vasta di tali termini, ovunque sia necessario“. In sostanza una violazione dell’art-11 grande così dal momento che si accetta l’idea delle guerre di aggressione attiva e non di difesa da attacchi esterni. Non solo, sempre nel 1991 si definiva l’Italia come “elemento centrale dell’area che si estende dallo Stretto di Gibilterra al Mar Nero, collegandosi, attraverso Suez, col Mar Rosso, il Corno d’Africa e il Golfo Persico“. Ovviamente nessuno ha mai approvato in Parlamento questo nuovo approccio alla Difesa, e nessuno lo farà dal momento che la Pinotti invierà le linee guida direttamente ai presidenti delle commissioni Esteri e Difesa “affinché ne possano eventualmente venire valutazioni e suggerimenti utili alla definizione del Libro bianco, di cui il governo si è assunto l’iniziativa e la responsabilità“. Insomma si vorrebbe far passare il concetto  che il compito delle forze armate non deve più essere la difesa del territorio nazionale quanto quello degli “interessi nazionali” e quindi della sicurezza economica del PAese. Il che tradotto significa predare le risorse energetiche degli altri paesi con la complicità dell’Europa e degli Stati Uniti. Non ci credete? Il testo è fin troppo chiaro: “Per la salvaguardia degli interessi vitali il Paese è pronto a fare ricorso a tutte le energie disponibili e ad ogni mezzo necessario, compreso l’uso della forza o la minaccia del suo impiego“. Insomma un allineamento totale ai diktat della Nato, una accettazione dell’atlantismo come una chiave lettura del mondo. Non solo, alle forze armate dovremo dare tanti, troppi soldi, e basti pensare alla truffa colossale degli F-35, solo per fare un banale esempio. La ministra Pinotti  inoltre ha trovato il coraggio di invitare tutti gli italiani a inviare eventuali suggerimenti alla casella di posta elettronica librobianco@difesa.it.  A voi..

Gracchus Babeuf

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