La politica di potenza di Erdogan rischia di ritorcersi contro AnkaraTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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La politica di potenza di Erdogan rischia di ritorcersi contro Ankara

Con l’abbattimento del Su-24 al confine siriano Ankara sembra aver preso una strada senza ritorno. Erdogan ha infatti deciso di giocare a ricostruire l’Impero Ottomano in Medio Oriente, e in questo senso Mosca viene vista come un rivale. Peccato che l’aver stralciato l’alleanza con la Russia non convenga proprio alla Turchia.

Una mossa inspiegabile quella della Turchia che abbattendo il velivolo Su-24 russo ha sostanzialmente imboccato una strada senza uscita. Sarà difficile infatti recuperare i rapporti con la Russia, rapporti che erano buoni come ha ricordato lo stesso Putin commentando a caldo la tragedia. Ankara ha dunque deciso di rischiare persino la guerra globale piuttosto che permettere alla Russia di distruggere i ribelli in Siria, tra cui l’Isis. Evidentemente il rischio che i curdi possano in qualche modo realizzare un loro stato nel Nord della Turchia rappresenta per Ankara qualcosa di inaccettabile, anche se si tratta di una regione ben al di fuori dei confini della Turchia. Evidentemente Erdogan, forte del consenso con cui è stato eletto e del fatto che la Turchia si un paese della Nato, ha deciso di provocare Mosca, ma quello che non sembra aver compreso è che l’alleanza con la Russia sarebbe probabilmente convenuta più ad Ankara che alla Russia.

La Russia infatti è il primo paese fornitore di gas per la Turchia, che attualmente importa circa il 90% del proprio fabbisogno. Visto e considerato che ogni anno Mosca invia dai 28 ai 30 miliardi di metri cubi di gas proprio ai turchi, e che i russi avevano preso l’impegno di costruire la centrale nucleare di Akkuyu, ben non si comprende come mai la Turchia abbia deciso una mossa talmente avventata e senza ritorno nei rapporti tra i due paesi, ancor più che proprio la Turchia stava trattando con Mosca per costruire il Turkish Stream, ovvero il grande condotto  che avrebbe dovuto sostituire il South Stream.

Non solo, in Turchia attualmente vivono circa due milioni di russi e le coste meridionale turche erano una delle località preferite per i russi. Erano in quanto ora difficilmente i turisti russi continueranno a visitare il paese, e questo sarà sicuramente un ulteriore duro colpo per l’economia di Ankara. Erdogan evidentemente ha deciso di mostrare i muscoli perchè ha visto propri assets in Siria messi in discussione dall’intervento russo, non a caso il premier turco è stato uno dei più attivi nello scendere in campo contro Damasco fin dalle prime fasi della guerra civile. Non solo Erdogan non sembra nemmeno aver considerato la reazione dell’opinione pubblica dal momento che l’abbattimento dell’aereo russo mostra al mondo come per Ankara i russi rappresentino un nemico più dello Stato Islamico.

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