La politica sulla pelle delle personeTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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La politica sulla pelle delle persone

Non è retorica, i membri del partito “Lega Nord” e di altri della destra italiana sono realmente convinti che il governo italiano impieghi più tempo e risorse per gli extracomunitari piuttosto che per gli italiani. Il problema è che si tratta di una posizione strumentale e falsa, ma che porta voti..

La domanda reale è: ma ci credono davvero i politici della Lega Nord che sostengono che il governo italiano si impegni di più per mantenere gli extracomunitari piuttosto che aiutare gli italiani? Secondo noi no, non ci credono, sono consapevoli anche loro che quello dell’immigrazione sia un problema ampio, impossibile da risolvere con slogan e soluzioni facili, eppure fomentare la guerra tra poveri e cavalcare il risentimento verso il “diverso” porta voti. Al Carroccio lo hanno capito e hanno dismesso la veste della secessione per rimettere il vestito dei difensori dell’italianità, una italianità peraltro che non viene di certo messa in discussione dai profughi ma semmai dalle leggi dell’Eurogruppo che svuotano la nostra sovranità. Lo spauracchio dello Stato Islamico poi accende le menti più fantasiose della destra italiana che giù si prefigura con l’elmetto a imitare le imprese dell’ Impero fascista in Africa. Certo, potreste facilmente dire che non siamo altro che dei radical chic che difendono gli stranieri perchè “col culo parato”, eppure noi il “culo parato” non lo abbiamo, semplicemente non ci piace fingere che si possano risolvere dei problemi complessi evocando delle soluzioni folli e anacronistiche.

L’Italia non può intervenire militarmente in Libia, non lo può e non lo deve fare ancor più che un intervento italiano in Nord Africa non sarebbe risolutivo e avrebbe l’unico effetto di gettare benzina nel fuoco. Esiste un problema terrorismo? Benissimo, si ragioni su quello, magari concedendo maggiori mezzi alla polizia e cambiando le leggi di questo Paese che vedono le forze dell’ordine disperdere le proprie forze nel fermare i ragazzini che escono dalle discoteche e fumano gli spinelli piuttosto che concentrarsi nella difesa di luoghi sensibili, metropolitane, stazioni. Inoltre senza chiederci che cosa abbia determinato questo terrorismo, che senso ha invocare come dei cani pavloviani delle soluzioni muscolari prive di credibilità? Senza capire che è stato proprio l’interventismo occidentale in Medio Oriente a creare il terrorismo sarà del tutto inutile cercare di combatterlo; senza comprendere che bisogna lavorare a livello internazionale per la fine delle migrazioni di massa si otterrà solamente di far leva sui peggiori sentimenti degli italiani per ottenere un pugno di voti. Se a Salvini e soci sta così a cuore l’integrità del nostro territorio che impieghino la loro energia a chiedere come mai gli Usa e l’Ue considerino la Russia un pericolo maggiore dello Stato Islamico. La chiave del problema è lì, non in Libia.

Gracchus Babeuf

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