La propaganda di guerra prepara la "Guerra Tiepida"Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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La propaganda di guerra prepara la “Guerra Tiepida”

Possiamo chiamarla propaganda di guerra, oppure possiamo parlare della diffusione di una verità artefatta tesa a creare un contesto favorevole all’accettazione, da parte dell’opinione pubblica, dell’inevitabilità di una guerra. In questo senso la Nato e l’Occidente sembrano aver fatto un salto qualitativo in avanti inaugurando il passaggio dalla guerra “fredda” a quella “tiepida”. 

La propaganda di guerra esiste da sempre e si è evoluta, come prevedibile, assieme all’umanità. Esisteva già ai tempi dei romani con tutto il corollario di demonizzazione mediatica e culturale del nemico che di volta in volta si presenta. Il nemico diventa giocoforza qualcosa da rendere “disumano”, diventa un mostro terribile con il quale non è possibile mediare in alcun modo pena il rischio della certa sottomissione. Già nel Terzo Reich la Germania di Hitler aveva bisogno di nemici veri e propri da gettare sul piatto, nemici veri e propri che andavano eliminati per preservare la libertà del popolo, da qui la demonizzazione degli “ebrei”, dei “comunisti”, degli zingari, degli slavi, dei disabili e così via. Oggi il nemico dell’Occidente, esattamente come ai tempi della Guerra Fredda quando già Reagan arrivò a chiamare l’Unione Sovietica come “L’impero del male”, torna a essere la Russia, con Vladimir Putin che diventa il nemico di turno da infangare in tutti i modi possibili. Esattamente come si credeva, nel secondo Dopoguerra, che i comunisti fossero trinariciuti e mangiassero i bambini, oppure che in Urss venisse praticato sistematicamente il cannibalismo e altre amenità, oggi si vuole costruire un mondo nel quale la Russia esercita il ruolo di “cattivo” per antonomasia. Così non solo la Russia viene presentata come una dittatura, quando anche formalmente dittatura non è, ma viene presentata anche come uno Stato dove vigono leggi ingiuste, arretrate, inaccettabili, il tutto ovviamente partendo dal presupposto, assolutamente fallace, della superiorità della civiltà occidentale nella sua variante anglosassone oggi dominante. Vladimir Putin diventa quindi un turpe dittatore, un nuovo Zar senza emozioni pronto a invadere l’Europa, anche se nessuno con una cartina di fronte potrebbe dire nulla se si osservasse che è la Nato ad essere arrivata ai confini della Russia, e non viceversa. Ma che la propaganda di guerra sia arrivata a un livello successivo lo si vede quando i media occidentali europei e americani sono arrivati persino a gettare nelle prime pagine dei giornali pruderie, ovviamente non confermate, sia sullo stato di salute di Vladimir Putin, sia sul fatto che in passato abbia percosso sua moglie. Un vero e proprio processo totale di demonizzazione della Russia che riprende un cammino che era solo stato interrotto con la caduta dell’Unione Sovietica mentre invece la stessa propaganda occidentale ha risparmiato la Russia di Eiltsin fin quando permetteva a Washington di fare, sostanzialmente, tutto quello che volesse. Oggi siamo arrivati allo stesso livello di mistificazione il che fa presupporre che ci si trova di fronte a una nuova divisione del mondo in blocchi e a una guerra che sembra da Fredda passare alla fase “Tiepida”. Già perchè sull’onda della crisi Ucraina in pieno XXI secolo si torna candidamente a parlare di guerra termonucleare, di Terza Guerra Mondiale e di guerra nel cuore dell’Europa, non solo un ritorno al passato ma anche un piano deliberato di Washington, e quindi di Bruxelles, di imporre un Nuovo Ordine Mondiale.

Gracchus Babeuf

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