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mercoledì , 18 ottobre 2017
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La Ragnatela di Finmeccanica

L’inchiesta per corruzione su Finmeccanica ha portato fin ora due arresti e una condanna ai domiciliari. Arrestati Giuseppe Orsi, presidente e amministratore delegato del gruppo e Guido Ralph Haschke, intermediario svizzero per il pagamento di tangenti al governo indiano. Recluso in casa Bruno Spagnolini, presidente di Augusta.

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Per capire bisogna “semplificare” un po’. Due sono i filoni da seguire in questa vicenda: quello delle nomine di Finmeccanica e i legami con la politica e quello delle tangenti pagate per assicurarsi la buona vendita di 12 elicotteri Augusta Westland. Che poi, sono due piste che si intrecciano.

L’inchiesta A è partita dalla Procura di Napoli dove Orsi è stato indagato per corruzione internazionale efinanziamento illecito di partiti.
A testimoniare i rapporti dell’ad con la Lega prima le dichiarazioni di Lorenzo Borgogni, ex direttore delle relazioni estere di Finmeccanica; successivamente quelle di Luciano Zampini, ad di Ansaldo Energia e papabile candidato a succedere Guarguaglini nella guida di Finmeccanica.

Zampini è sorpreso quando la nomina a presidente non viene affidata a lui ma ad Orsi, sostenuto dalla Lega. Alla riunione decisiva dell’aprile 2011 avevano partecipato Maroni, Giorgetti, Calderoli e Letta e tutti spingevano per Orsi.
Infine a parlare è anche Haschke (arrestato oggi anche lui per aver svolto il ruolo di mediatore con l’India) “La retrocessione che mi è stata richiesta magari serviva ad Orsi per ricompensare la Lega”, illazione che non può rimanere silente.

L’inchiesta B parte quando da Napoli gli atti vengono trasferiti a Busto Arsizio (Varese). L’ipotesi è che siano stati pagati28 milioni di euro di tangenti a politici indiani per una commessa di 12 elicotteri Augusta Westland. Pagare con soldi sporchi i politici e il capo di stato maggiore dell’aeronautica Sashi Tyagi avrebbe assicurato 560 milioni di euro di guadagno a Finmeccanica.
All’oscuro delle manovre la vigilanza interna e i partner indiani. I 28 milioni venivano spacciati per consulenze e realizzazione immagini 3D degli elicotteri, ma solo l’ 1,5% dei soldi è stato usato per quello scopo.

Dietro a Giuseppe Orsi un proliferare di contatti non limpidi con manager, giornalisti e magistrati.
Da parte dell’arrestato un tentativo di screditare le indagini attraverso una campagna stampa retribuita e compiacente.
Una prova eloquente su tutte: l’intercettazione telefonica tra Orsi e Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. Orsi si appella ai piani alti per lamentarsi degli articoli apparsi sul Sole24Ore e per far rientrare i giornalisti nei ranghi.

Come era prevedibile l’arresto di Orsi da parte dei carabinieri del Noe ha enormi conseguenze economiche. Il titolo chiude in borsa con -4% e viene congelato per eccesso di ribasso.
L’India blocca il pagamento dei velivoli da 750 milioni di euro totali. Il ministro della Difesa A. K. Antony vuole saperne di più. Due elicotteri erano già stati consegnati ma tutto è fermo finchè non sarà fatta chiarezza sulle tangenti.

Molto prevedibile anche la reazione della Lega. Il segretario del Carroccio, Maroni dichiara: “Su Finmeccanica faccio partire nuove querele contro la banda di diffamatori di professione” e cerca di slegare in ogni modo la Lega dalla questione tangenti e corruzione.
Brutta faccenda in questo slancio finale di campagna elettorale. La vicenda Orsi pesa sull’elezione lombarda alle porte e fa discutere anche gli altri partiti. Vendola la vede come “la rivelazione della vera natura dei barbari sognanti”.

Il futuro di Finmeccanica? Intanto sono stati nominati da un consiglio straordinario il vicepresidente Guido Venturoni el’ad Alessandro Pansa. Non vi è l’ombra di un nuovo presidente; anche Mario Monti premerà per le dimissioni di Orsi, che per ora non sono avvenute.
La stabilità del gruppo è a rischio; il Financial Times non vede un problema solo nella modalità della guida dopo Orsi ma soprattutto la reazione dei clienti più importanti, fra tutti gli Stati Uniti.
La vicenda Orsi oltre che far preoccupare, fa anche riflettere. Su due punti soprattutto.
Primo: la dichiarazione dell’avvocato difensore di Orsi, Ennio Amodio: “L’arresto di Orsi è autolesionismo per l’economia italiana” fa pensare ai parametri del giusto e sbagliato. L’autolesionismo non risiede nel pagare tangenti per fare affari con l’estero? Finmeccanica non si è autodistrutta e fagocitata dall’interno?
Secondo: Orsi si trova ora in carcere (lo stesso di Corona tra l’altro) e dice a gran voce di voler essere trattato come tutti.

Che sia, in questa ragnatela, il carcere un po’ come la morte nella poesia di Totò, ‘na livella?

Veronica Di Benedetto Montaccini

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