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venerdì , 28 luglio 2017
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La repressione non ferma gli studenti

Proteste degli studenti in tutta Italia contro il governo. Da Roma fino a Torino la protesta è stata promossa dalla Cgil ma sono gli studenti i veri protagonisti. Dopo le manganellate della scorsa settimana sono migliaia i ragazzi che hanno deciso di affollare le strade per difendere il proprio futuro.

Oggi in piazza, nonostante le manganellate e la repressione della scorsa settimana, hanno risposto a migliaia all’appello degli studenti e della Cgil. Da Roma a Torino passando per oltre 90 città italiane gli studenti sono scesi in piazza per urlare la propria rabbia nei confronti di un governo che viene visto come lontano, repressivo, e soprattutto cieco nei suoi tagli che colpiscono, come sempre il sociale e i saperi. ”La scuola torna in piazza, gli studenti, gli insegnanti lanciano un grido di dolore“, ha commentato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola commentando le manifestazioni della scuola in corso in tutta Italia. “Dopo gli anni nefasti del ministro Gelmini che ha colpito al cuore gli apparati della formazione, trasformandoli in aree di parcheggio, dequalificandoli  oggi ci aspettavamo dal Governo Monti e dal ministro Profumo un’inversione di tendenza; non c’è un’inversione di tendenza“. Solidarietà agli studenti è arrivata anche da parte di Oliviero Diliberto, segretario del Pdci: “Pieno sostegno alla mobilitazione di studenti e insegnanti in corso in tutto il paese. Colpire i saperi, come sta facendo questo Governo, vuol dire non preoccuparsi del futuro del nostro Paese. E’ ormai chiaro che i provvedimenti cosiddetti di austerità aggravano la crisi e massacrano i ceti più deboli. Ormai se ne sono accorti tutti, e gli studenti difendono il loro diritto al futuro.. “

In piazza comunque si sono dati appuntamento studenti, universitari e ricercatori. Le altre sigle sindacali proclameranno lo sciopero dopo il mancato accordo sugli scatti di anzianità del personale scolastico. Nel quaderno delle lamentele sono stati inseriti anche i tagli a cui starebbe lavorando il ministro Profumo. Nella legge di stabilità approvata dall’esecutivo Monti ci sarebbe una decurtazione di un miliardo sulla scuola, da concretizzare aumentando l’orario di lavoro dei docenti di medie e superiori per risparmiare sulle supplenze. L’ennesima trovata antipopolare e soprattutto ingiusta. A Roma alcuni ragazzi hanno operato un vero e proprio blitz esponendo uno striscione di fronte al Parlamento europeo: “Questo governo fa dell’Europa la sua bandiera. L’Europa però chiede una scuola di qualità“.

A Roma migliaia di studenti sono partiti dietro allo striscione: “La scuola non è in vendita. Risorse – stop Aprea – diritto allo studio” partendo da piazza della Repubblica per raggiungere piazza S.S.Apostoli, davanti alla prefettura. Il corteo incrocerà i manifestanti della Cgil partiti da piazza dell’Esquilino, che confluiranno all’interno della manifestazione degli studenti.

A Milano sono centinaia i ragazzi che hanno risposto all’appello dei collettivi studenteschi a difesa dell’iscrizione pubblica, ma anche a Genova la partecipazione ai cortei è stata numerosa al punto da mandare in tilt il traffico. “Ci scusiamo per il disagio, stiamo scioperando per voi“, è invece lo striscione esposto dagli studenti a Bologna di fronte alla fontanza di piazza Nettuno. Anche nel capoluogo emiliano gli studenti – circa 800 e in maggioranza delle scuole superiori – si sono riuniti per un presidio. “Più rappresentanza meno privati ladri ladroni“, è lo slogan su uno striscione posto davanti ad un palchetto, organizzato dalla Flc Cgil, dove si alternano interventi a sostegno della scuola pubblica. E’ presente anche un gazebo dei comunisti italiani. A Torino invece, gli studenti hanno lanciato carote e altri ortaggi davanti alla sede del ministero dell’istruzione e della ricerca. Una risposta ironica al ministro Profumo secondo cui con gli studenti ci vorrebbe bastone e carota. Al corteo nel capoluogo piemontese hanno partecipato almeno 5.000 persone, tutti d’accordo nel sostenere che per il momento si è visto solamente il bastone da parte del governo…A Napoli invece gli studenti marciano sotto la pioggia battente.

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