La "Repubblica Popolare di Donetsk" chiede a Mosca l'annessione alla Russia ma l'Occidente attacca: "voto truccato"Tribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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La “Repubblica Popolare di Donetsk” chiede a Mosca l’annessione alla Russia ma l’Occidente attacca: “voto truccato”

La “Repubblica Popolare di Donetsk” chiede a Mosca l’annessione alla Russia ma l’Occidente attacca: “voto truccato”

Dopo il plebiscito in Ucraina dell’Est la “Repubblica Popolare di Donetsk” ha proclamato se stesso uno stato sovrano e ha chiesto a Mosca di considerare la possibilità della sua annessione alla Russia. Tutto questo mentre Ue e Usa non hanno riconosciuto il referendum, definendolo illegale. 

Svolta nella crisi ucraina con la Repubblica Popolare di Donetsk che ha proclamato se stessa uno Stato sovrano e ha chiesto ufficialmente a Mosca di considerare la sua annessione alla Russia. Una vera e propria svolta dal momento che l’affluenza al referendum è stata altissima, svuotando quindi le accuse di Kiev che a Est ci fossero bande di filorussi che taglieggiano la popolazione; niente di più falso, la stragrande maggioranza (il 90%) degli ucraini dell’Est sembra non voler avere nulla a che fare con Kiev e la sua nuova Giunta.  Mentre Ue e Usa hanno accusato il referendum di essere illegale e hanno invitato Mosca a non riconoscere la consultazione, anche se il Cremlino per mezzo del suo ufficio stampa ha trasmesso un comunicato nel quale ha dichiarato di rispettare la volontà del popolo di Donetsk e di Lugansk, nella speranza che la realizzazione pratica dell’esito del referendum venga portato a termine in modo civile.

Il problema è che Kiev e l’Occidente, non riconoscendo il referendum, di fatto continuano a considerare i cittadini dell’Est alla stregua di “terroristi”, mentre al contrario hanno considerato dei “patrioti” i neonazisti che ai tempi di piazza Majdan sparavano, letteralmente, sulla polizia. Non solo, a Kiev la propaganda nazionalista e sciovinista della Giunta chiama continuamente “banditi” e “scarafaggi” i filorussi, termini da guerra civile che denotano un totale disprezzo nei confronti delle diversità, un disprezzo che evidentemente incontra l’approvazione di Ue e Usa dal momento che nessuno, in Occidente, ha mai esecrato questo modus operandi.

Photo Credit RIA NOVOSTI

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