La Repubblica Popolare di Donetsk va verso la nazionalizzazione delle aziendeTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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La Repubblica Popolare di Donetsk va verso la nazionalizzazione delle aziende

Dopo la vittoria del referendum e la proclamazione della Repubblica Popolare di Donetsk Dens Pushilin, il capo del “soviet” della Rpd, ha dichiarato in una conferenza stampa di voler avviare il processo di nazionalizzazione degli stabilimenti appartenenti a quegli oligarchi che, non riconoscendone la legittimità, rifiutano di pagare le tasse.  Le “Repubbliche Popolari” erano ormai uscite dalla vita dell’Europa al punto che il mainstream identifica immediatamente questa dicitura con un qualcosa di vecchio, passato e stantio. Incredibilmente però in Ucraina il risorgere di idee legate al neonazismo ha fatto correre gli eventi in avanti, fino alla proclamazione della Repubblica Popolare di Donetsk avvenuta sull’onda del referendum indetto a risposta del vero e proprio golpe con il quale la Giunta ha preso il potere a Kiev destituendo illegalmente (nessuna delle modalità previste dalle legge ucraina è stata rispettata) il presidente Yanukovich democraticamente eletto dal 52% degli ucraini. Il Donbass ha voluto seguire le orme della Crimea e procedere verso l’autonomia da Kiev, e infatti il referendum ha visto prevalere il “sì” all’autonomia in modo quasi plebiscitario. Denis Pushilin, il capo della Repubblica Popolare di Donetsk, ha dichiarato a margine di una conferenza stampa che le istituzioni neoelette hanno deciso di avviare un processo vero e proprio di nazionalizzazione degli stabilimenti appartenenti agli oligarchi, gli stessi che appoggiano la Giunta di Kiev e si rifiutano di versare le tasse alla neonata repubblica. L’oligarca Rinat Akhmetov in particolare ha annunciato uno sciopero di avvertimento degli operai dei suoi stabilimenti in segno di protesta nei confronti della Rpd, ma il copresidente Miroslav Rudenko ha dichiarato alla Itar Tass che il popolo del Donbass si è già espresso sull’indipendenza della regione, quindi le ultime affermazioni dell’oligarca non corrispondono al vero. Non si è trattato però di uno sciopero genuino dal momento che è stato organizzato solo con la minaccia di sanzioni per coloro che intendevano non partecipare. Quella presa dalla Rpd è una misura molto importante che, se dovesse seriamente venire applicata, creerebbe un precedente importante e minerebbe ulteriormente il governo di Kiev. VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

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2 commenti

  1. e ora si comincia a parlare della ciccia politica della questione.
    Le bandiere rosse e la dicitura repubblica popolare sono molto belle e commoventi, ma queste misure ne sono la vera anima che le riempiono di significati sociali e politici.

  2. Denis Pushilin altro che Grillo.

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