La responsabilità degli altriTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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La responsabilità degli altri

A nemmeno un mese di distanza dal suo giuramento, il governo Letta inizia già a sfaldarsi sotto i colpi infertigli dai suoi stessi partecipanti. La maggioranza eterogenea Pd-Pdl, come molti già prospettavano, mostra ogni giorno di più i suoi limiti e, nonostante i tentativi di dialogo, tutti si preparano alla prossima “guerra” elettorale: i democratici cercano di abbattere Berlusconi e il Pdl cerca di salvarlo in tutti i modi. In un clima in cui la responsabilità dei problemi esistenti è solo degli “altri”, che responsabilità hanno gli “altri”?

Fonte: Oltremedianews


Non sono trascorsi nemmeno trenta giorni da quando il rieletto Napolitano lanciava accorati messaggi e si appellava quotidianamente al bisogno di un forte atto di responsabilità da parte di tutti i partiti. Chi ha buona memoria non può non avere negli occhi i titoli di apertura di ogni telegiornale o le testate roboanti dei quotidiani che annunciavano l’avvento di chissà quale nuova epoca. Affermazioni solenni di impegno alla responsabilità verso i cittadini per il bene dell’Italia, promesse di abbandonare i vecchi e ormai superati campanilismi da anni ’70 e persino aperture ai dirimpettai in Parlamento: nessuna di queste promesse è mai suonata veramente innovativa e foriera di una svolta come spesso si è voluto far credere (e anzi l’ultima in particolare è stata solo un disvelamento della reciproca e pluridecennale “corrispondenza di amorosi sensi”), ma sul fatto che la farsa sarebbe terminata così presto avrebbero scommesso davvero in pochi. Nemmeno i trasformisti sono più come quelli di una volta, tenaci e attaccati al potere come i vari Cavour, De Pretis o Giolitti.

Pierluigi Bersani:”Basta dire tutti a casa, serve responsabilità”, Letta senior:”Ora basta, non possiamo più giocare, servonoresponsabilità, equilibrio e condivisione”, Maurizio Lupi:”Serve senso di responsabilità per il bene del Paese” , Silvio Berlusconi:”Serve la responsabilità di dare un governo all’Italia”, Rosy Bindi:”Serve un governo di responsabilitànazionale”, Dario Franceschini:”Serve un governo di responsabilità per fronteggiare la crisi” et cetera et cetera.  Queste sono solo alcune delle frasi che ciascuno di voi può trovare agevolmente su un qualsiasi motore di ricerca. Ma è sin troppo facile parlare di responsabilità se lo si fa in terza persona e ancora più semplice comportarsi come se fosse solo degli altri. È davvero disarmante la loro convinzione retorica; a volte riescono davvero a dare l’impressione che sia arrivato sul serio il momento di svolta e talvolta pare persino che non siano gli stessi che pascevano paciosi in Parlamento fino a qualche settimana fa. Oltre alla responsabilità esclusivamente altrui, si arriva persino alla sfrontatezza di dissimulare anche il passato più prossimo: chi ha “giocato”, come spesso si è sentenziato, sino ad oggi? Forse gli esodati o i cassaintegrati? Forse i lavoratori dell’Ilva?

E così, dopo aver sbloccato in fretta e furia i finanziamenti per le imprese come il garzone di bottega che si mostra subito volenteroso il primo giorno di lavoro, si è rapidamente rientrati nei ranghi, dedicandosi a quelle attività che erano state coltivate con cura e dedizione da molti anni. Il Pd di giorno si allea con il Pdl e di notte escogita modi per sancirne l’ineleggibilità del leader, il Pdl si concentra nuovamente su come santificare e proteggere il suo bomber, Grillo torna ad abbaiare al sicuro tra le gambe della mamma. Il solito quadro familiare collaudato, radicato e tanto amato che è lo specchio della selvaggia lottizzazione dello Stato compiuto in modo certosino da alcuni partiti. Ma tutto questo infondo ci piace. Ci piace sentire i battibecchi tra le Procure d’Italia e Berlusconi, siamo tutti più sicuri nel nido di ordinaria mediocrità e inoperosità, adoriamo vedere la gerontocrazia ben lontana da noi e salda al suo posto. Andiamo in visibilio quando ci pare di scorgere attriti più o meno virulenti tra di loro, che somigliano così tanto ai toni del litigio della scorsa settimana con il vicino sul pianerottolo. Siamo estasiati dalla guerra ipocrita e di facciata che inizia la mattina, continua aspra sino a sera e termina a tarda notte con un film visto tutti insieme  sul divano di casa. Ma infine, così piccoli, che responsabilitàpossiamo avere di tutto questo?

 Fabrizio Leone

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