La ripresa inesistente e il trionfalismo dei mediaTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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La ripresa inesistente e il trionfalismo dei media

La ripresa inesistente e il trionfalismo dei media

La stampa italiana recita quasi entusiasta che il Paese sarebbe uscito dalla recessione. Il Pil, udite udite, sarebbe cresciuto dello 0,3%, lo conferma anche l’Istat che sottolinea come sia il primo risultato non negativo dal 2011. Eppure ai toni trionfalistici fa da contraltare una situazione lavorativa disastrosa soprattutto per i giovani e una sfiducia pressochè totale nella classe politica. 

La domanda è solo una: ci credono davvero? Sembrerebbe di sì a sfogliare anche solo le prime pagine della stampa italiana, al punto che se uno non si informasse tutti i giorni e non vivesse in Italia verrebbe quasi da crederci. “La recessione è finita” scrivono trionfalistici e pubblicano i dati dell’Istat che mostrano il Pil italiano registrare un +0,3% dopo tredici trimestri in negativo. Esulta Renzi, esulta la stampa, ma esultano molto ma molto di meno i lavoratori e i cittadini italiani che un lavoro lo cercano, e sono tanti, che di ripresa proprio non vogliono sentire parlare. Ancor più che ammesso che la ripresa ci sia è solo a senso unico, cioè per gli imprenditori o per chi un lavoro già ce l’ha dal momento che la precarietà ormai è stata eletta a sistema e per i giovani è diventato quasi impossibile anche solo pianificare una vita dato che devono avere a che fare con una elevata mobilità, bassi stipendi, e zero stabilità. La retorica di Renzi ora si nutrirà di questi dati mostrando che è stato l’operato del governo a creare le premesse per una ripresa, e magari forse è persino vero peccato che la critica sia proprio nel merito di questa ripresa. Abbassando i diritti dei lavoratori e le tasse agli imprenditori magari si favorisce anche la ripresa, ma di chi? Non certo della speranza nel futuro di un Paese dove i lavoratori dipendenti valgono sempre di meno e dove gli imprenditori sono quasi avvolti da un alone mistico di magia. A far sorridere poi sono i toni entusiastici della stampa, finalmente autorizzati ad esaltare il ministro Pier Carlo Padoan che qualche giorno fa aveva annunciato nel corso di una audizione in Senato che “L’Italia è uscita dalla recessione“. Renzi festeggia, ovviamente, e il governo spera persino che una crescita più ampia avverrà nella seconda parte dell’anno, si pensa addirittura a un +1,2% nel 2016. Peccato che queste nude cifre non vogliano dire un bel niente a fronte della sofferenza di milioni di precari e disoccupati che vengono semplicemente dimenticati dal Pil. Del resto il Pil di certi paesi africani fa segnare degli attivi significativi a cui non fanno alcun riscontro miglioramenti nella vita di milioni di persone, semplici numeri che per il neoliberismo imperante non significano nulla.

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