La ripresa inesistenteTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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La ripresa inesistente

Tutti i giornali aprono in modo entusiastico annunciato un abbassamento del tasso di disoccupazione dal 12,5 al 12%. In modo trionfalistico si dice che è il livello più basso da due anni a questa parte e si parla anche di una riduzione dei disoccupati tra gli under 25, ma la sensazione è che sia gente che non ha la minima idea di ciò di cui sta parlando.

Il renzismo funziona proprio così, si ripetono slogan fin quando non convincono la gente, indipendentemente dal fatto che tali slogan abbiano effettivo ancoraggio alla realtà. Sfogliando i quotidiani di oggi si aveva quasi l’impressione di essere in un’altra Italia, con “La Repubblica” e “La Stampa” che in modo quasi trionfalistico annunciano che la ripresa c’è, che il tasso di disoccupazione sta diminuendo, e che la luce sotto al tunnel sta arrivando. Per supportare tali ambiziosi proclami i quotidiani pubblicano i presunti dati di un abbassamento della disoccupazione dal 12,5% al 12% nel mese di luglio, sostenendo peraltro che si tratti del livello più basso raggiunto da due anni a questa parte. Non solo, si annuncia che anche tra gli under 25 le cose cominciano ad andare alla grande con un tasso di disoccupazione che sarebbe sceso di 2,5% rispetto al mese precedente attestandosi “solo” al 40,5%.

Analizzando questi dati o anche solo prendendoli per buoni sulla fiducia si avrebbe la tentazione di dichiarare la crisi “superata”, eppure ci sembra solo l’ennesimo goffo tentativo di propaganda da parte di un governo che non sa più che fare a parte lanciare slogan in perfetto stile Renzi. E invece bisognerebbe dire con coraggio che tali statistiche non possono in alcun modo permettere di capire il polso del Paese, ancor più che molti ragazzi con contratti precari o semischiavistici vengono tranquillamente considerati come “occupati”, lasciando quindi economisti bocconiani e tecnici di governo tirare acqua al proprio mulino. Chi ha la sfortuna di doversi cercare un lavoro sa bene quello di cui stiamo parlando, e sa altrettanto bene come basti farsi un giro semplicemente sui portali di ricerca di lavoro su internet per verificare di persona come la presunta ripresa invocata dal governo e dai giornali sia completamente inesistente nel paese reale.

Del resto il netto calo della disoccupazione si spiega anche e soprattutto con l’assottigliarsi progressivo della forza lavoro, con gli inattivi tra i 15 e i 64 anni che sono aumentati dello 0,78% secondo l’Istat. Considerato che il tasso di inattività è pari al 35,9%, ecco che questo calo della disoccupazione non sembra poi voler dire un miglioramento della situazione generale. Insomma il paese è ancora malato e il lavoro, indipendentemente dai proclami degli economisti renziani o bocconiani, semplicemente non esiste più, almeno se per lavoro si intende un impiego sicuro in grado di dare sostentamento. Ormai il lavoro è divenuto precario per eccellenza e molti che escono dal novero dei disoccupati rischiano di rientrarvi nemmeno due mesi dopo al termine del contratto.

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