La rivoluzione di popolo che piace all'occidenteTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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La rivoluzione di popolo che piace all’occidente

Il sole dell’Europa tramonta ad est quando un governo di nazisti e oligarchi si insedia in Ucraina,con tanto di pogrom, leggi anti democratiche e con il sostegno dei governi europei e della stampa palancaia che confeziona il tutto come “rivoluzione di popolo contro la dittatura”, l’ennesima che ha avuto luogo a seguito del vertice Nato di Lisbona nel 2010.

Il Kulturkampf che ha permesso questa singolare mistificazione, proviene da lontano. L’immagine dell’Ucraina che era stata data in pasto all’opinione pubblica europea era quella di un governo autoritario sottomesso alla Russia dello zardittatore-omofobo Putin. La demonizzazione di Putin è servita alla destabilizzazione dell’Ucraina, e la destabilizzazione dell’Ucraina serve alla soft war di accerchiamento e infiacchimento che l’imperialismo USA conduce contro la Russia, grazie a una molteplicità di alleati. La costruzione dell’immagine del governo di Yanukovich come regime nemico delle libertà non è stata di certo effettuata sul piano della lotta di classe e per l’avanzamento dei diritti sociali, ma per la libertà (di mercato) e per i diritti umani. Possiamo a individuare tre momenti:

• la campagna animalista di boicottaggio degli europei di calcio del 2012, contro un fantomatico sterminio di cani randagi, arsi in improbabili forni crematoi portatili, rivelatasi
chiaramente una bufala;

• la campagna per i diritti umani di Yulia Timoshenko, ex premier, oligarca e affarista arrestata per truffa ma spacciata per prigioniera politica maltrattata;

• la campagna per i diritti di LGBT delle Femen, collettivo femminista guidato dall’ideologo Viktor Svyatskiy, famose per la boobs revolution contro Putin e il suo fantoccio Yanukovic.

Agitando la bandiera di diritti e libertà si preparava la santa guerra per l’espansione ad est della NATO contro il popolo di Ucraina. La conseguenza di questa visione è che il grande pubblico europeo, allo scoppiare dei disordini, simpatizza immediatamente con i “ragazzi di Kiev”(cioè i nazisti), credendoli impegnati in una eroica rivoluzione contro il regime di un oligarca mafioso, subalterno al dittatore Putin, una lotta di popolo per la libertà e l’indipendenza. Così, quando a gennaio i nazisti di Pravj Sector e Svoboda1 scendevano nelle piazze ad abbattere le statue di Lenin, spianavano la polizia (Berkut) con le ruspe e aggredivano i cittadini che non si univano a loro, la stampa poteva raccontare di una singolare protesta contro i simboli della storica oppressione russa2, di terribili violenze della polizia su manifestanti pacifici, di carneficina a
opera di cecchini del regime. Ma nonostante questo il vento non cessava di soffiare. L’Ucraina rialzava la testa. Il 22 febbraio, mentre la Russia è impegnata con la chiusura dei giochi di Sochi, Yanukovich è costretto alla fuga e si insedia un governo di oligarchi europeisti e atlantisti, non eletti da nessuno. Per la stampa e il pubblico europeo è il sorgere il sole della civiltà democratica. Per il popolo ucraino è un colpo di stato e l’inizio del terrore.

Ma lo zar non poteva rimanere a guardare. Manda l’esercito ad invadere il ricco territorio di Crimea, regione storicamente legata a Mosca, nonché suo sbocco a mare e base militare. Per i media è come l’invasione della Polonia e Putin viene immediatamente paragonato a Hitler. Stranamente il popolo di Crimea non si ribella, anzi organizza un referendum – illegittimo secondo le democrazie europee e usa – in cui sancisce la propria indipendenza col 96% dei consensi. Dopo qualche giorno la Duma annette la Crimea al territorio Russo. I media impazziscono e parlano di resurrezione dell’Unione Sovietica. Intanto nel Donbass, Lugansk e altre zone del sud est ucraino, si cominciano a formare gruppi di “separatisti”, “filorussi”, “terroristi”, che occupano gli edifici governativi e chiedono l’indipendenza e l’aiuto della madre Russia. Vengono proclamate le Repubbliche Popolari di Donbass e Lugansk, che nazionalizzano i capitali degli oligarchi, si organizzano in soviet, con una costituzione che prevede la “tutela delle forme di proprietà costituzionalmente riconosciute, che escludono l’appropriazione dei risultati del lavoro altrui, con priorità alle forme di proprietà collettive”3 .La costituzione di territori indipendenti, rivolti alla Russia e che si pongono come un ostacolo allo sfruttamento della classe dominante internazionale, non viene presa bene dagli Usa e dalle varie democrazie liberali sue alleate. Il FMI vincola la concessione di aiuti per 11 mld di dollari alla sottomissione del sud est4. Kiev, poiché spesso l’esercito si rifiuta di sparare su connazionali civili, recluta nella Guardia Nazionale militanti nazisti, ultras, ma anche volontari provenienti dall’estero, una sorta di “brigata nera internazionale”(si parla dei famigerati black water5), e la spedisce nel sudest per spezzare la resistenza popolare, costituita inizialmente dai comunisti del KPU, poi da vere e proprie milizie popolari reclutate tra veterani, minatori, ultras, etc. La resistenza delle milizie popolari ai fascisti è resistenza alla borghesia nazionale degli oligarchi e all’imperialismo USA. La stampa evita accuratamente di spiegare chi trucida chi e quando, come ad Odessa, diventa difficile nascondere il pogrom di un centinaio di russi, parla di “incidente” o peggio di “autocombustione” (l’Unità e Rainews). Pogrom in cui era presente una delle leader di punta delle Femen che si definisce anche banderista.

L’invasione militare della Russia viene più volte paventata, ma gli antifascisti combattono da soli la propria rivoluzione. La Russia non vuole intervenire direttamente e cerca la soluzione diplomatica con il “Grande Accordo” tra Kiev, Ue e, per qualche strano motivo, Usa. La tregua viene violata dalla Guardia Nazionale, ma questo viene per lo più ignorato e l’occidente lancia la sua fatwa contro la Russia, attraverso una sfilza di sanzioni economiche. Si comincia a parlare di guerra civile, conflitto provocato dalle velleità espansionistiche della Russia, assurta ormai a Regno del Male. E anche quando, dopo le elezioni che hanno visto salire a capo dell’Ucraina l’oligarca Poroshenko, Kiev ha cominciato a bombardare civili, ospedali, asili, scuole, ambulanze di Novorossja, l’atteggiamento della stampa non è mutato: i bombardamenti sono lotta al terrorismo per il pubblico dormiente, che non riesce a reagire dinnanzi a crimini contro l’umanità compiuti dall’Europa in Europa se non con il mantra catatonico “e allora Putin???”.

E’ grazie a questa bella favola sulla rivoluzione del popolo che un governo di oligarchi e di partiti nazisti è riuscito a insediarsi in Europa nel 2014 senza dare alcun scandalo o preoccupazione. Rivoluzione che altro non è che un colpo di stato preparato da oligarchi e dall’imperialismo degli Usa, che vede nell’Ucraina un territorio strategico per l’espansione a est della Nato oltre che terreno di saccheggio economico. Uno scenario analogo a quelli che abbiamo visto in Libia, Siria e adesso in Venezuela, dove l’imperialismo non aggredisce direttamente come in Iraq o Afghanistan, ma servendosi di gruppi criminali, prima jihadisti e qaedisti, ora nazisti e fascisti e attraverso unaoperazione propagandistica, la psyop (Dinucci) di cui ha bisogno per mascherare l’aggressione imperialista da rivoluzione di popolo. Rispetto all’epoca dei neocon la strategia è cambiata, ma sempre uno è l’obiettivo, sempre una la guerra.

1 Definiti in un articolo dell’8 dicembre 2013 da L’Unità “opposizione liberale di stampo nazionalista”

2 “La statua del fondatore dell’Unione sovietica è vista come un simbolo del legame dell’Ucraina con la Russia”

http://www.unita.it/mondo/ucraina-oggi-marcia-pro-europa-br-a-kiev-oltre-200mila-in-piazza-1.538308

3 http://www.tribunodelpopolo.it/sinfonia-del-donbass/

4 http://www.lastampa.it/2014/05/05/blogs/underblog/ucraina-i-miliardi-del-fmi-e-l-offensiva-nel-sud-est-zBUjdR5qaR8swQrJpVMZwJ/pagina.html

5 http:http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-09/in-ucraina-si-rivede-blackwater-che-pero-adesso-si-chiama-greystone-180411.shtml?uuid=AB9R8i9

http://voxnews.info/2014/03/09/mercenari-americani-blackwater-in-ucraina-per-reprimere-manifestanti-russi-video-e-foto/

Photo Credit : <a href=”http://www.flickr.com/photos/streetwrk/12651547693/”>streetwrk.com</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

Clara Esse, a nome del Comitato Catanese di Solidarietà all’Ucraina Antifascista.

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