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mercoledì , 18 gennaio 2017
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La Russa vorrebbe i marò in lista per i suoi “Fratelli d’Italia”

Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Giorgia Meloni hanno presentato a Roma il loro nuovo partito “Fratelli l’Italia-Centrodestra nazionale”. E La Russa annuncia: “due posti migliori ai marò”.

MARÒ, ALEMANNO LA RUSSA MELONI ESPONGO FOTO IN CAMPIDOGLIO - FOTO 1

Ignazio La Russa assieme agli altri due fuoriusciti eccellenti del Pdl, Guido Crosetto e Giorgia Meloni, hanno presentato ieri a Roma di fronte a un pugno di fedelissimi la loro nuova lista elettorale: “Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale”. Grande l’euforia degli ex pasdaran di Berlusconi che parlano già di un partito che punterebbe al 14%, alleato di Berlusconi e del Pdl. Si sentono una novità, non solo del centrodestra, ma proprio della politica italiana, come sottolineato dallo stesso La Russa, che ha parlato chiaramente di “qualcosa per far scegliere i candidati ai cittadini”, un suo vecchio cavallo di battaglia. Peccato che l’ex colonnello berlusconiano e l’ex An abbia anche annunciato che ” i due posti migliori in lista saranno riservati ai due Marò che non devono più tornare in India“. Ma stiamo scherzando? Proprio no, La Russa era tremendamente serio, e i media, come prevedibile, non hanno colto o non hanno voluto cogliere. A noi invece questo annuncio ha lasciato sbigottiti in quanto non riusciamo a capire per quale motivo due marò accusato di omicidio e giudicati colpevoli dal tribunale di uno Stato sovrano come l’India, debbano anche solo essere accostati al nostro Parlamento. Sembra che il nostro Paese, per il centrodestra, vada al contrario. I comunisti per loro rappresentano una piaga mortale, quando invece guardando la storia italiana esistono fulgidi esempi di comunisti che hanno dedicato la loro vita alla fedeltà alle istituzioni democratiche del Paese. Due marò invece su cui grava un’accusa di omicidio vengono persino accostati al Parlamento, come se fossero eroi, come se avessero reso un servizio all’Italia. Se l’incidente dei due marò fosse avvenuto nelle acque territoriali italiane per opera di due soldati indiani, probabilmente lo stesso La Russa oggi chiederebbe la pena capitale. Quando la faziosità e l’incoerenza diventano norma di vita, per la politica è davvero finita.

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