La Russia non invierà truppe in UcrainaTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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La Russia non invierà truppe in Ucraina

Il ministro degli Esteri Lavrov ha rassicurato l’opinione pubblica sostenendo che la Russia non ha alcuna intenzione di invadere l’Ucraina.

AFP Photo / Evert-Jan Daniels

Dopo tre settimane di alta tensione sull’asse Washington-Kiev-Mosca, ora forse assistiamo ai primi tentativi di distensione. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha rilasciato una intervista rilasciata all’emittente televisiva statale “Rossiya-1” escludendo in modo netto un’eventuale invasione dell’Ucraina. Del resto il governo di Kiev continua ormai da settimane ad accusare la Russia di ammassare truppe al confine, fatto smentito dal Cremlino. “La Russia non ha assolutamente alcuna intenzione né interesse ad attraversare la frontiera con l’Ucraina“, ha detto Lavrov, che ha poi anche detto che le divergenze con l’Occidente si starebbero finalmente riducendo: “Ci stiamo avvicinando nelle nostre rispettive posizioni“. Lavrov ha però chiarito che ci vorrebbe un impegno collettivo sulla questione ucraina, cercando di porre “fine all’illegalità che alcuni Paesi occidentali stanno cercando di nascondere sotto al tappeto per dipingere la situazione a colori brillati, in modo che si assumano le proprie responsabilità“. Del resto la Russia non è stata isolata dalle iniziative americane, al punto che lo stesso Lavrov ha annunciato che i suoi recenti contatti diplomatici con Usa, Germania, Francia e altri Paesi  potrebbero portare a una iniziativa comune da proporre all’Ucraina. “Il mio ultimo incontro con il segretario di Stato Usa John Kerry all’Aia e i miei contatti con la Germania, la Francia e altri Paesi mostrano che si delinea la possibilità di una iniziativa comune che potrebbe essere proposta all’Ucraina“, ha dichiarato Lavrov. Nella giornata di ieri del resto Vladimir Putin ha chiamato Obama al telefono annunciando di essere disposto a una soluzione diplomatica della questione. Lavrov ha anche accolto con soddisfazione il cambiamento di atteggiamento nei confronti dei neofascisti del Right Sektor e alla necessità di dissociarsi dalle forze radicali di estrema destra protagoniste del golpe di Kiev. Lo stesso Lavrov ha incalzato l’Occidente per forzarlo a prendere le distanze dai neofascisti, anche se ha ricordato come anche il partito di governo Svoboda sia in realtà un partito apertamente filonazista. Peccato che Kerry e soci non si trovino a disagio nel supportare questi neonazisti ucraini.

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