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sabato , 21 gennaio 2017
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La scelta di De Magistris

La scelta di De Magistris

Il sindaco di Napoli De Magistris al centro di una vicenda che mette a rischio la propria posizione come sindaco di Napoli.

Fonte: Oltremedianews


Sono ore difficili queste per il primo cittadino di Napoli, incassata una inattesa condanna per la vicenda delle utenze di alcuni parlamentari acquisite senza le relative autorizzazioni nel 2006, quando era pubblico ministero a Catanzaro e titolare dell’inchiesta denominata “Why Not”, ora De Magistris deve attentamente riflettere su ciò che sarebbe più opportuno fare, e valutare la strada forse più condivisibile al momento, quella delle dimissioni.

Coerentemente infatti con l’art. 11 della legge Severino (la stessa che ha determinato la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore) De Magistris rischia 18 mesi di sospensione dalla carica di sindaco, così come è avvenuto per altri amministratori di diversi comuni italiani, anche se la condanna è di primo grado.
Affinchè però la sospensione diventi definitiva occorre attendere l’intervento del prefetto di Napoli, a meno che De Magistris non ritenga di dover fare un passo indietro preventivo, rassegnando le dimissioni.
Eventualità quest’ultima che pare fuori discussione, dal momento che l’ex pm ha affermato di non aver alcuna intenzione di mollare: “Vorrebbero applicare per me la sospensione breve, in base alla legge Severino, un ex ministro della Giustizia che guarda caso è difensore della mia controparte nel processo a Roma. E la norma è stata approvata mentre il processo era in corso.”

La questione è spinosa, soprattutto perchè importanti incertezze sono dovute al fatto che la legge ha ancora pochi precedenti in termini di applicazione, e perciò i pareri interpretativi divergono, soprattutto per quanto riguarda la questione relativa alla irretroattività della norma, punto delicatissimo sollevato dallo stesso De Magistris.
Francesco Nitto Palma, parlamentare di Forza Italia ed ex magistrato, nonchè presidente della commissione giustizia del Senato, preme per le dimissioni dell’ex pm, sostenendo che l’intera giurisprudenza è orientata verso la retroattività (come tra l’altro è avvenuto per la decadenza da senatore di Berlusconi).
Di parere affine il coordinatore nazionale Ncd Gaetano Quagliariello, che parla di “penoso epilogo della parabola di Luigi De Magistris”. Solidarietà invece da Ignazio Marino, che ribadisce la propria stima al sindaco partenopeo.

La vicenda non è di facile risoluzione. Indubbiamente però c’è un testo normativo che parla chiaro, già applicato in alcuni casi (quello del Presidente della Provincia di Latina nell’ottobre 2013 e quello del primo cittadino di Fasano a marzo 2014 per esempio) che non possono essere valutati come diversi da quello di De Magistris. L’ex pm se lo riterrà opportuno potrà proporre appello, ma nel frattempo però serve estrema trasparenza e correttezza verso gli stessi suoi elettori che, apprezzandone anche l’operato come uomo al servizio della giustizia, hanno affidato a lui l’amministrazione della città di Napoli che proprio di trasparenza e correttezza ne ha bisogno come il pane.

   Ileana Alessandra D’Arrissi

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