La scienza esatta del boicottaggioTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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La scienza esatta del boicottaggio

Dopo 4 anni di crisi, che sarebbe più giusto definire immiserimento generale della popolazione, di conflitti aperti nelle aree mediterranee, ad un certo punto, un manipolo di nazisti e oligarchi sponsorizzati dagli Usa riesce a insediarsi al potere in Ucraina, spingendo e dominando una “rivoluzione popolare per il sogno europeo”. La situazione sarebbe tragica, se l’idiozia italiota non la rendesse ridicola. 

Mentre i banderisti si divertivano a terrorizzare il popolo ucraino (evidentemente escluso dalle dinamiche di “questa rivoluzione), con cecchini, pogrom, sequestri, linciaggi e via dicendo, la Boldrini si rallegrava per la liberazione dell’oligarca Timochenko, in galera per truffa, Migliore negava l’esistenza dei nazisti in piazza e Shultz, il kapò, dichiarava che con Svoboda bisognava dialogare. Il peggior incubo del pubblico italiano, invece, era il dittatore-omofobo-fascista-amicodiberlusconi Putin che “invadeva” una Crimea ben lieta di tornare a far parte del territorio russo.

La situazione è degenerata, le bombe sono cominciate a piovere sul sud est ucraino che non riconosce il governo di oligarchi/gerarchi e si rende autonomo. Dinnanzi alla cappa di disinformazione creata dalla stampa palancaia che definisce “nazionalisti liberali” i macellai della naziguard e terroristi i miliziani che difendono il popolo dai mortai, il fosforo bianco, i missili e cluster lanciate da “Kiev città aperta”, il pubblico italiano ha preferito non porsi domande e girarsi dall’altro lato. E cosa ha scoperto?

Ha scoperto dell’esistenza delle favelas in Brasile, ha scoperto che il Brasile è una terra da secoli immiserita dalla colonizzazione, che c’è la corruzione, i bambini poveri, le prostitute, la droga e la criminalità! Un’ondata di indignazione si solleva chiedendo il Boicottaggio dei mondiali per far sentire la nostra voce contro le ingiustizie!

Peccato che i nostri paladini della lotta contro le ingiustizie si siano accordi delle diseguaglianze tra classi in Brasile, adesso che al governo c’è Dilma Rousseauf che, sostenuta dagli altri partiti di sinistra sta attuando una lotta alla povertà. Se ne siano accorti adesso che il Brasile è diventato una potenza economica che minaccia l’unipolarismo degli Usa, mica quando c’era la dittatura, i governi fantocci voluti da Washington e i desaparecidos.

E’ una vergogna che in un paese così povero si sprechino tutti questi soldi per i mondiali, dicono. Soldi che sono serviti a garantire posti di lavoro e che permetteranno che il 10% del Pil brasiliano venga destinato all’istruzione pubblica. Mica come in Italia, che viene trasformata la Sicilia in portaerei del mediterraneo, senza alcun beneficio per la popolazione (evidentemente!), coi droni che diventano un pericolo per il traffico aereo e il Muos che non garantisce la nostra sicurezza, ma di certo garantisce tumori e leucemie. Mica come in Italia che vengono spesi milioni nell’Expo utilizzando migliaia di lavoratori volontari, che non riceveranno una paga. Mica come in Italia, che con la legge di stabilità il gettito fiscale viene utilizzato per finanziare le multinazionali impiegate nelle grandi opere come la tav, mica per creare servizi, tipo la scuola pubblica.

Un esercito di lobotomizzati, che col proprio silenzio si rende complice di una pulizia etnica e dei crimini di guerra contro il popolo del sud est ucraino, che sempre in silenzio subisce la privazione di diritti, convinto di far politica perché dopo un’indigestione di talk show  una volta l’anno va a votare, adesso si risveglia dal coma vegetativo in cui versa e boicotta il mondiale. Perché così dice Amnesty e le altre ong amiche del democratico Obama, impegnate a diffondere il dirittoumanesimo che da sempre è la scusa per l’esportazione armata della democrazia nei paesi barbari che osano non piegarsi ai diktat degli Usa.

Ma non è la prima volta che dei paesi vengono boicottati durante i giochi. Il boicottaggio non tocca l’Inghilterra, stato in cui è nato il capitalismo, il colonialismo, che ha supportato il sionismo, aizzato guerre in europa, tuttora coinvolta in conflitti, finanziatrice di gruppi terroristi e la cui refurtiva delle scorribande piratesche in tutto il mondo è fieramente esposta al British Museum. Non è il Qatar a essere boicottato, monarchia assoluta, in cui il popolo è schiacciato, in cui i diritti civili e sociali sono un sogno e che già conta centinaia di morti tra gli operai impiegati nella costruzione degli stadi per il prossimo mondiale. Non è Israele, stato canaglia, razzista e terrorista, che pratica scientificamente la pulizia etnica, costruisce muri e sparge fosforo bianco su Gaza, ma l’anno scorso ha potuto ospitare i mondiali di calcio under 21 sul territorio scippato ai palestinesi.

E’ la Russia, i cui giochi olimpici invernali sono stati disertati dai leader occidentali, nel tentativo di isolare preventivamente Putin, e boicottati dai movimenti LGBT, che promuovevano l’immagine di Putin omofobo, contribuendo a creare il clima da guerra fredda che sarebbe servito successivamente, mentre in Ucraina i nazisti ultimavano la loro scalata al potere. Scalata che evidentemente non destava alcun clamore o scandalo tra i paladini dei diritti civili.

E’ l’Ucraina di Yanukovich, che nel 2012 ha subito un ridicolo boicottaggio degli europei per la difesa dei diritti dei cani randagi. Stessa scusa usata dalla Cina. Difatti nelle campagne diffamatorie per il boicottaggio dei giochi, erano state usate le stesse foto delle fosse comuni dei cani ammazzati in forni creamatoi ambulanti (!!!). Foto che con ogni probabilità erano state scattate in un canile del texas.

Il boicottaggio è un’arma mediatica attraverso cui si sfrutta il risalto dei giochi per macchiare l’immagine del paese che li ospita, con pretesti o campagne del tutto inventate. E che viene usata sistematicamente contro i paesi considerati un ostacolo all’espansione degli interessi economici e militari degli Usa, in un parola dell’imperialismo. I diritto-umanisti che non hanno battuto ciglio dinnanzi al pogrom di Odessa, dove più di cento persone sono state seviziate o arse vive dai nazisti,  si mobilitavano  in campagne isteriche per salvare i cani randagi da fantomatici forni crematoi ambulanti. Non vengono smossi dalle immagini del fosforo bianco su Gaza, su Slaviansk, sulle stragi in Siria, Libia e in Ucraina, ma invitano a boicottare il Brasile perché di colpo scoprono che esistono le favelas. Non si indignano per l’espoliazione delle risorse che le multinazionali operano in tutti i paesi del mondo, ma perché il Brasile si permette di investire nei mondiali. Non si oppongono agli investimenti miliardari della monarchia assoluta e medievale del Qatar in tutta Europa, ma organizzano un boicottaggio in grande stile dei giochi olimpici in Russia per la difesa dei diritti umani.

Macchiare l’immagine internazionale serve a creare le condizioni per l’isolamento di un paese. E’ la pre-condizione per l’aggressione imperialista, che avvenga attraverso sanzioni, destabilizzazioni di piazza o intervento bellico. Il boicottaggio dei giochi è uno strumento che viene a tal fine usato con una regolarità scientifica. Ma di questo il circo barnum dei dirittoumanisti ispirati dai valori fondanti americani (per citare felicemente Obama), evidentemente non si rende conto e continua a giocare il ruolo di utile idiota dell’imperialismo.

Clara S

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