La sfida delle "Unions" a RenziTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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La sfida delle “Unions” a Renzi

Una grande piazza in scena a Roma per la manifestazione indetta da Maurizio Landini contro il Jobs Act. Migliaia di persone hanno risposto “presente” per difendere il lavoro, i diritti e soprattutto per lanciare una sfida da “sinistra” al governo Renzi, sempre più considerato quasi “peggio del governo Berlusconi”. Ma ora la domanda è solo una: Landini entrerà davvero in politica? 

Una sfida al governo anche se, a sentire Landini, di sfida non si tratta. Eppure guardando la piazza traboccante di folla che si stringe intorno a lui, nuovo uomo della provvidenza per una sinistra assente, sembra che davvero qualcosa si stia muovendo a sinistra del Pd. Innanzitutto saltano all’occhio quelle migliaia di bandiere rosse, bandiere che parlano di una identità ormai dimenticata e che invece il popolo della sinistra vorrebbe finalmente rivendicare. Un Pd, quello di Renzi, che ha alienato consensi a sinistra sostituendoli con il voto moderato che un tempo votava Berlusconi, e proprio il Cavaliere viene indicato da Landini come meglio di Renzi. Difficile dargli torto dal momento che Berlusconi era un uomo di destra e si dichiarava orgogliosamente tale mentre Renzi, con la sua parlantina e il suo slang, viene comunque identificato dall’immaginario collettivo con la “sinistra”. Landini invece sembra scaldare i cuori e infatti la sua manifestazione indetta a Roma contro il JobsAct a difesa di lavoro, diritti e democrazia è stata un autentico successo. Era presenta anche Susanna Camusso, leader della Cgil, che se a parole si mostra battagliera poi, al momento delle decisioni, sembra tacitarsi timorosa. In piazza del Popolo Landini ha parlato al cuore degli studenti, dei migranti, dei cittadini e dei lavoratori che sono accorsi da tutta Italia per partecipare alla manifestazione, e non a caso Landini ha promesso l’inizio di una “Nuova Primavera” del lavoro e dei diritti, lanciando quella che in molti hanno interpretato come una autentica sfida all’esecutivo e a Confindustria. Aleggia poi di nuovo lo spettro della “Coalizione Sociale” evocata da Landini, ora nient’altro che un’idea astratta ma che, pian piano, potrebbe diventare concreta. “Uniamo ciò che il Governo divide”, ha detto Landini alludendo ad associazioni, movimenti e semplici persone, una unione che è esaltata anche dallo slogan scelto per indire la manifestazione: “Unions”. Landini ha poi rivendicato il ruolo “politico” del sindacato, e ha definito una sciocchezza la teoria contraria. E come dargli torto dal momento che per difendere i diritti dei lavoratori bisogna, giocoforza, occuparsi proprio di politica, pena l’irrilevanza. Alla manifestazione erano presenti anche alcuni dissidenti della “sinistra” Pd, da Rosy Bindi a Stefano Fassina, ma appare chiaro che una nuova sinistra a guida Landini dovrebbe, per essere davvero vincente, rompere con tutti questi personaggi privi di coraggio,.

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