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venerdì , 21 luglio 2017
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La sfida di starci

Il pm di Palermo ha lanciato la sfida e  “ci sarà”. Lo ha annunciato di fronte ad un teatro gremito ed applaudente di oltre un migliaio di persone, lo  sta annunciando giorno per giorno sui media che hanno acceso i riflettori sulla scelta di Antonio Ingroia di scendere in campo.

Tratto da Oltremedianews.it

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La strada non è semplice né agevole  ma, paradossalmente, proprio questo può essere una grande opportunità per l’eventuale lista rosso-arancione. I punti di proposta sono definiti dall’aggettivo “riformista”  e in effetti sarebbero ampiamente compatibili con la piattaforma del centrosinistra composta da PD – SEL e PSI con una particolare accentuazione sui temi della legalità, della giustizia (anche quella sociale) e sulle questioni del lavoro. Ingroia si presenta come elemento di unificazione e sintesi di un’area di sinistra che presenta ancora qualche divaricazione fra chi vuole  cercare una dialogo con il PD e chi invece mantiene delle pregiudiziali “a prescindere”.  Nell’assemblea del Capranica Ingroia ha sciolto il nodo: chiede e continuerà a chiedere un confronto di merito con Bersani anche se gli amanti dello scontro frontale a sinistra hanno storto il muso.

Quali risposte arriveranno alle sollecitazioni di Ingroia al PD al momento non  è dato sapere anche se giungono i primi segnali negativi proprio da Stefano Fassina, responsabile economico e considerato una delle figure più di “sinistra” del partito democratico.

La confluenza di una serie di soggetti civici e politici nel progetto del magistrato siculo danno robustezza alle gambe di una proposta alternativa al governo Monti ma che non ha in sé gli elementi di alterità altezzosa e un po’ snobistica che aveva caratterizzato la sinistra arcobaleno né tantomeno la ottusità luddista di chi si proclama anti-sistema nei giorni pari e poi pratica il consociativismo in quelli dispari. La proposta di Ingroia potrebbe essere parte integrante del percorso del centrosinistra, così come, a fronte di un rifiuto, potrebbe seguire un percorso autonomo..

Legalità e lavoro sono i temi cruciali della crisi. Il paese è in profonda recessione e le famiglie sentono da tempo il morso della pressione fiscale e del crollo dell’occupazione. In questo scenario una proposta costruttiva di governo, basata su temi concreti, ma che si colloca in una chiara antitesi rispetto alle ricette di Monti può trovare il suo spazio politico di consenso per poter intercettare e rappresentare quel pezzo di Italia che sta vivendo la crisi sulla propria pelle e, allo stesso tempo, si sente profondamente disgustata da una gran parte della classe dirigente che ha mostrato di avere atteggiamenti  di rapina e di saccheggio nei confronti del bene e dei beni comuni, a partire dai fondi pubblici variamente utilizzati e sperperati. Una indignazione che cresce a fronte di enormi sacrifici sostenuti dai pensionati, dai lavoratori, dai precari mentre le potenti caste delle burocrazie statali, militari, manageriali e delle tante lobby che prosperano in Italia sono state sostanzialmente salvaguardate dalla mannaia dei tagli che invece si è abbattuta con spietata violenza sula gran parte dei cittadini.

Questo può essere lo spazio per Antonio Ingroia. Uno spazio da costruire insieme a tutti quelli che gli vogliono stare a  stanno al suo  fianco.  Serve solo mettere insieme le forze, coordinarle con equilibrio ed attenzione, e lavorare pancia a terra per spiegare e far capire agli italiani la proposta politica che si ritrova dietro il nome del magistrato di Palermo.

  Giacomo Montis

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