La Sinistra che non vuole contareTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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La Sinistra che non vuole contare

La Sinistra che non vuole contare

Recentemente mi è capitato di discutere con molti italiani che hanno votato Silvio Berlusconi. Lo hanno fatto per disperazione, sperando di vedersi rimborsato l’Imu, credendo al fatto che avrebbe abbassato le tasse. Ecco perchè la sinistra non potrà mai vincere contro il Cavaliere…

Avoglia a parlare di alchimie tattiche per realizzare un governo, il centrosinistra poteva e doveva vincere da solo, senza questo logorante teatrino. Ma a ben guardare osservando le reazioni a caldo dei personaggi più in vista della “sinistra” italiana, è sin troppo facile capire i motivi dell’ennesimo insuccesso. La sinistra da tempo si limita a chiedere un voto “contro” Berlusconi, personaggio spregevole che ha rovinato l’Italia, su questo non ci sono dubbi, ma un personaggio che evidentemente dimostra di essere più bravo a tastare il polso degli italiani, parlando alla loro pancia. Sembra quasi che il centrosinistra invece voglia continuare a parlare a un’Italia che non esiste più, un ‘Italia che vota in base ai proclami di coerenza, onestà e di “responsabilità nazionale”. Gli italiani, lo hanno dimostrato ancora una volta, purtroppo non se ne fregano assolutamente nulla di meritocrazia, giustizia, trasparenza. Ne sa qualcosa la sinistra radicale, oggettivamente incolpevole per quanto riguarda la situazione drammatica del nostro Paese, ma che non ha preso nessun voto facendo leva con Ingroia sulla legalità. Ormai gli italiani sono diseducati a considerare onestà, legalità e giustizia dei valori, diseducati da vent’anni di berlusconismo ormai pensano solo ai soldi, all’apparenza, a se stessi. Sarebbe bello che non fosse così, ma purtroppo gli italiani sono questi, e il centrosinistra continua a parlare a degli italiani che non ci sono più, lasciando a Grillo e Berlusconi il Paese reale.

Recentemente mi è capitato di parlare con cittadini che hanno deciso di votare Silvio Berlusconi. Inutile dirlo, li ho subito investiti di accuse, ricordando loro le orribili devastazioni operate dalla destra italiana negli ultimi vent’anni, una destra eversiva, populista e individualista che ha atomizzato la società italiana, inaridito la cultura, e barbarizzato il mercato del lavoro. Loro mi hanno tutti dato ragione, non odiavano i comunisti, non sapevano nemmeno chi siano, hanno votato Berlusconi per bisogno. Sì per bisogno, hanno avuto bisogno di credere alle promesse dell’unico politico che prometteva loro dei soldi, il rimborso dell’Imu, e prometteva loro “meno tasse”. Anche qui, io sono convinto come gran parte della cultura di sinistra che pagare le tasse sia giusto in quanto permette allo Stato di erogare dei servizi senza i quali la vita comunitaria sarebbe difficile o impossibile. Ma lo penso io, lo pensiamo in pochi, la maggioranza degli italiani ritiene ingiusto pagare le tasse a uno Stato che non restituisce nulla. E vagli a spiegare che accade così perchè troppa gente evade e quindi lo Stato si trova in difficoltà, non capiranno.Così la sinistra al posto che parlare di voto di scambio, inizi a capire quelli che sono i reali bisogni degli italiani, inizi a capire come mai famiglie apolitiche ridotte in povertà cedono alle promesse del pifferaio, cedendogli il voto in cambio del miraggio delle elemosina. Inizi, la sinistra, a sporcarsi le mani con il “populismo”, che poi vuol dire far comprendere con dei gesti tangibili il modo con cui si può migliorare la vita dei cittadini. Insomma torni, la sinistra, a fare la sinistra.

Gracchus Babeuf

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