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martedì , 24 gennaio 2017
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La Sinistra europea ritrova unità e accusa le banche

Alcuni leader della sinistra europea come Pierre Laurent (Pcf), presidente del partito della Sinistra Europea, Alexis Tsipiras, presidente di Syriza, Paolo Ferrero, segretario Prc-Fds,  il portavoce di Izquierda Unida Jose-Luis Centella (Pce), e Katja Kipping & Bernd Riexinger,co-presidenti di Die Linke (Germania), hanno scritto una dichiarazione congiunta per attaccare le banche, che sarebbe le uniche vincitrici dopo l’ultimo summit europeo.

Dopo il summit europeo dei giorni scorsi diversi capi europei, Hollande e Monti in primis, hanno erroneamente esultato troppo presto, dichiarando a gran voce di essere riusciti a strappare una grande vittoria nei confronti Angela Merkel e della linea del cosiddetto “rigore”. Per contestare questa visione un pò troppo onirica diversi leader della sinistra radicale europea hanno deciso di scrivere una dichiarazione congiunta. Stiamo parlando di  Pierre Laurent, segretario nazionale del Partito comunista francese (Francia) e presidente del partito della Sinistra Europea, Paolo Ferrero, segretario del Prc-Fds, Alexis Tsipras, presidente di Syriza (Grecia) e vice presidente del partito della Sinistra Europea, Cayo Lara, portavoce di Izquierda Unida (Spagna), Jose-Luis Centella, segretario generale del PCE (Spagna). “I capi di Stato dei nostri paesi di ritorno dal vertice UE hanno dichiarato a gran voce che hanno strappato delle vittorie per i popoli,  delle flessioni da parte della Cancelliera Merkel, di Mario Draghi o di Jean-Claude Junker. Avrebbero per la 19^ volta dall’inizio della crisi, “salvato l’Europa”, si legge nel comunicato, visibilmente polemico. Del resto lo stesso Hollande, che in campagna elettorale si era fatto campione di un modello di Europa alternativo, dopo il summit si è affrettato a dichiarare che l’Europa si sarebbe “riorientata nella giusta direzione”; quale? Nei fatti la direzione sembra essere ancora la stessa dal momento che il fiscal compact è rimasto al suo posto e soprattutto non è avvenuta alcuna rinegoziazione del debito. L’Europa al contrario sembra procedere a passi svelti verso nuovi tagli di bilancio e nuovi attacchi ai diritti dei lavoratori, con buonapace di Monti e soci. Gli scenari che si prospettano quindi sono quantomai foschi, e anticipano la perdita di sovranità che interesserà diversi paesi europei da qui ai giorni a venire. “La verità è che i negoziati dell’Ue liberale sono a 27 ma a vincere sono sempre le banche”,  continua il comunicato, ” Facciamo appello a tutti gli uomini e le donne di sinistra, a tutti gli eletti che siedono nei parlamenti affinchè si mobilitino per impedire la ratifica di questo patto fatale nei nostri paesi. Solo una rifondazione dell’Ue può permettere un’uscita dalla crisi. Continueremo a ripeterlo: l’austerità porta la recessione. Non ci può essere crescita in questo quadro”. Ma la Sinistra Europea non si limita a dire “no”, propone anche delle alternative: “Una soluzione europea per il debito pubblico esistente, insostenibile, che proponga la sua decisiva riduzione; cambiare il ruolo e i compiti della Bce, per favorire la creazione di occupazione e la formazione, non gli speculatori; creare una nuova istituzione: una banca pubblica europea, finanziata dalla Bce e dalla tassa sulle transazioni finanziarie, i cui fondi siano utilizzati esclusivamente per promuovere gli investimenti pubblici nei servizi pubblici e sviluppo industriale sostenibile; uniformare al livello più alto i diritti dei lavoratori e tutti i diritti sociali”.

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