La "Sinistra" ha fallito; e se tornassero i comunisti?Tribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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La “Sinistra” ha fallito; e se tornassero i comunisti?

La società si sgretola, le disuguaglianze aumentano così come la povertà, le periferie esplodono secondo il copione della guerra tra poveri e nessuno per una soluzione della crisi guarda più a #Sinistra. Il motivo? La cosiddetta sinistra ha dato per scontata se stessa diventando “Altro da sè”, non distinguendosi più dalla destra. Per questo motivo c’è bisogno di una proposta “forte”, come quella del ritorno e del rinnovamento del #Comunismo.  

Piaccia o no quando la sinistra ha rotto in maniera completa e ufficiale con il marxismo all’inizio degli anni Novanta, ha inevitabilmente chiuso la propria storia rinunciando, de facto, a essere una alternativa al capitalismo. Ha scelto nella sostanza di abdicare la bandiera dell’alternativa al sistema vigente operando una scelta nei confronti della cooptazione e del riformismo. Come però la storia ci insegna molto bene nei periodi di crisi economica e sociale, peraltro endemici del capitalismo come indicò lo stesso Karl Marx, le masse popolari hanno bisogno di “proposte forti” per riuscire a mobilitarsi e a invertire la tendenza che li vede sempre più sprofondare nella disperazione e nella povertà. Quando queste “proposte forti” non arrivano da sinistra come avvenuto nel corso del XX secolo, ecco che subentra la “Guerra tra Poveri“, ovvero il cavallo di battaglia della destra che fa leva su nazionalismo e appartenenza etnica per ottenere consensi popolari. Ma tutto questo non avviene per caso, è il frutto di una scelta ponderata da parte della cosiddetta “Sinistra” che, rompendo con se stessa e quindi con la propria stessa natura, diventa quasi una colonna portante del sistema vigente. Il riformismo nei periodi di crisi per sua stessa natura non può parlare alle masse che a causa di questo sistema vivono disagio e degrado, di conseguenza questa sinistra depotenziata non potrà mai parlare a quell’esercito di diseredati e di esclusi che si sta ingrossando ogni mese di più. Per far saltare il banco, viceversa, la sinistra dovrebbe riappropriarsi di se stessa avendo il coraggio di processare, esattamente come fece con il comunismo, anche la sua mistificazione e il suo accantonamento. In sostanza il comunismo ha commesso degli errori, e giustamente per anni i comunisti hanno fatto una autocritica sottoponendo a correzione e ad analisi le proprie convinzioni, ma coloro che hanno “Innovato” e “Superato” il comunismo hanno commesso se possibile errori ancora maggiori arrivando ad annientare ogni conquista sociale del XX secolo e a distruggere gli spazi politici faticosamente costruiti dalla lotta della sinistra politica di questo Paese. Quando anche coloro che hanno “Ucciso Marx” in nome dei diritti umani e dell’illusione della fine della storia e del benessere capitalistico sottoporranno ad autocritica quanto hanno fatto negli ultimi vent’anni ecco che ci sarà la maturità sufficiente ad analizzare il passato con il giusto equilibrio. Ed ecco che si apre un nuovo spazio in queste contraddizioni sempre più marchiane, lo spazio per un rinnovamento e una riproposizione del comunismo intenso non più come dogma bensì come teoria scientifica ed analitica dell’affrancamento dell’uomo da un sistema che come un Moloch ingenera sfruttamento e povertà per molti e ricchezza e benessere per pochi. I comunisti piaccia o meno sono gli unici che hanno “fatto saltare il banco” del capitalismo, e tutti gli errori da essi commessi nell’edificazione di una società migliore sono appunto errori che come tali possono essere corretti per adeguarsi allo spirito del tempo e a una società in continuo movimento nella quale però continuano a pesare i valori dell’ideologia dominante, ovvero quella capitalistica. In sostanza la “nuova sinistra” depotenziata dal comunismo e dal marxismo non potrà in alcun modo sedurre le masse popolari imbruttite dallo sfruttamento perchè non ha proposte forti, non ha ideologie da contrapporre al capitalismo, di conseguenza le masse “proletarie” (sì perchè il mondo è ancora diviso in classi) finiranno inevitabilmente a lasciarsi sedurre dalle sirene dell’estrema destra che almeno offrono loro proposte forti per, illusoriamente, migliorare la loro condizione. Una “Sinistra” che non si sporca le mani con la realtà avendo il coraggio di fare proposte rivoluzionarie quando è necessario, è davvero sinistra o piuttosto, come pensiamo, è un nuovo e diverso tipo di destra? Tutti i tentativi di riformare il capitalismo hanno fallito, lo dimostra che il neoliberismo sia diventata la dottrina principe della globalizzazione, e questo avviene perchè la sinistra soft non ha la minima arma da contrapporre all’ideologia del neoliberismo, una ideologia forte, proprio come il comunismo, che permea tutta la vita dell’individuo. Insomma una sinistra che ha paura di se stessa non potrà mai vincere contro un avversario che invece ha perfettamente idea di chi è e che cosa vuole ottenere, ed è pronto a tutto per farlo. E se il comunismo, proprio come scrisse Marx, è uno strumento, ecco che forse basterebbe innovare e migliorare tale strumento per rilanciare a tutto campo la sfida al capitalismo.

Gracchus Babeuf 

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