La Siria è l'esempio dell'assenza di leggi internazionali | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 18 agosto 2017
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La Siria è l’esempio dell’assenza di leggi internazionali

Nessuno ha autorizzato gli Stati Uniti a decidere il futuro della Siria, fino a prova contraria non lo ha deciso il popolo siriano, che ovviamente non ha nemmeno autorizzato Arabia Saudita, Qatar, Israele e Turchia a ingerire nei suoi affari interni. Quanto accade dal 2011 in Siria e Libia è l’esempio concreto di come l’unica legge internazionale che conti qualcosa sia la legge del più forte.

Tutti i cosiddetti democratici che apprezzano gli Stati Uniti ritenendoli dei gendarmi per la democrazia e i diritti umani nel mondo sono stati smentiti dalla storia e, più di recente, anche dal presente. Quanto accaduto in Siria infatti lo mostra in modo plastico: uno Stato indipendente e sovrano è stato fatto a pezzi anche a causa di potenze straniere che hanno gettato benzina sul fuoco, finanziato l’opposizione armata al governo che si voleva cacciare, e poi sono intervenute sul terreno direttamente quando l’esito della guerra stava andando diversamente da come previsto. In tutto questo i cosiddetti democratici sono stati ipnotizzati da notizie sui media a senso unico che servivano a corroborare la visione unilaterale americana dei fatti di Siria: “Assad è cattivo, chiunque lo combatta è buono“.

Questa visione manichea che i media hanno cercato di rendere plausibile è stata venduta e imposta all’opinione pubblica occidentale utilizzando i soliti espedienti come la strumentalizzazione dei morti, mettendo ovviamente in ombra le responsabilità scomode che era meglio tenere nell’ombra. Quando però la Russia ha deciso di entrare in guerra in Siria con il consenso del governo legittimo e ha cominciato a bombardare i cosiddetti ribelli “moderati”, ecco che le potenze occidentali al posto che riconoscere la sconfitta hanno pensato bene di rinfocolare ulteriormente la guerra civile, fino all’evento gravissimo del bombardamento operato dalla cosiddetta coalizione internazionale ai danni dell’esercito siriano, un chiaro atto di guerra derubricato a incidente che la dice lunga su quali siano gli obiettivi americani nella regione.

Chiunque può controllare semplicemente utilizzando Google Maps come la Siria a parte la zona costiera e delle grandi città come Aleppo è per gran parte occupata da zone desertiche, piatte, facilissime da controllare con radar e satelliti. Eppure la cosiddetta coalizione anti-Isis non mosse un solo muscolo per bombardare le colonne di migliaia di jihadisti che piombarono su Palmira distruggendone parzialmente le vestigia, così come non hanno fatto nulla per distruggere le autostrade utilizzare dall’Isis per collegare Raqqa all’Iraq, e dire che sarebbero bastati pochi raid mirati per tagliare in due il Califfato se solo lo si fosse voluto. Evidentemente non lo si è voluto, e questo è un dato di fatto, si è voluto incattivire e incancrenire la guerra civile per meri motivi geopolitici, con il chiaro intento di distruggere un governo, quello siriano, che evidentemente ha avuto la colpa di opporsi agli interessi economici e strategici occidentali.

Vogliono farci credere che i jihadisti dell’Isis siano in qualche modo dei fantasmi che appaiono e scompaiono, eppure occupano regioni ben precise ed intere città. La coalizione sostiene di non voler colpire per non uccidere i civili, eppure ha lasciato che migliaia di civili venissero massacrati dai mercenari dello Stato Islamico senza muovere un muscolo, vedi le fosse comuni ritrovate recentemente e la pulizia etnica applicata dal Califfato Nero. La stessa prudenza però gli americani non l’hanno avuta nel bombardare le truppe di Gheddafi in Libia o Belgrado ai tempi della guerra in Ex Jugoslavia, in quelle occasioni pur di distruggere il nemico capitali abitate vennero sommerse di bombe, mentre Mosul e Raqqa no, lì ci sono civili. Ipocrisia di guerra venduta un tanto al chilo da media che ormai sembrano diventati dipendenti più che professionisti dell’informazione che devono raccontare la verità.

In ogni caso la Siria ha dimostrato come le leggi internazionali siano lettera morta e che vengano fatte valere solamente quando si tratta di paesi nemici della Nato. Quando invece sono i paesi della Nato a decidere di utilizzare la forza in modo unilaterale le Nazioni Unite tacciono e si mostrano un vuoto involucro, niente altro che un fantoccio che viene utilizzato per confermare le azioni dell’Impero americano. Peccato che mai nessuna sanzione internazionale sia stata applicata nei confronti degli Stati Uniti per aver invaso l’Iraq sulla base di prove e accuse false, o per aver inventato l’incidente del Tonchino in Vietnam, o per aver finanziato il golpe di Pinochet in Cile e i Colonnelli nazisti in Grecia, solo per fare degli esempi. Per loro no, la legge non esiste.

Tribuno del Popolo

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