La spia che rivela la missione spionaggioTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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La spia che rivela la missione spionaggio

Il suo nome è Wayne Madsen, ex ufficiale della marina che dal 1985 ha lavorato nella “National Security Agency”, e ci descrive i dettagli.

(AFP Photo)

La prima ad essere nominata è la Merkel. La premier ha finto di essere sorpresa dalla notizia in quanto la Germania, dichiara la spia, non ne era soltanto al corrente, ma ne è pienamente coinvolta.

Madsen rivela che nel 2000 ci fu un rapporto emanato dal Parlamento europeo in cui si autorizzava a fornire informazioni agli Stati Uniti da parte di Germania e Gran Bretagna. Il sistema di intercettazioni, chiamato Echelon, era amministrato da varie nazioni, inclusa la Germania in collaborazione con la Gran Bretagna. Mentre, però, alle recenti rivelazioni quest’ultima ha reagito, Berlino continua a “guardare da un’altra parte” e finge di non saperne niente.

Anche Helsinki è coinvolta. Ha raccolto informazioni per l’Agenzia di sicurezza (Nsa) consentendo a questa di accederne con una stazione in periferia della città.

Madsen denuncia che i sistemi di intercettazione americani e inglesi sono inseparabili. Negli ultimi anni, però, la Nsa è diventata più segreta e potente e ben sette nazioni dell’UE sono impegnate in questa raccolta di informazioni che vengono cedute agli Stati Uniti. E sono: Gran Bretagna, Paesi Bassi, Danimarca, Francia, Germania, Spagna e Italia che sono legati contrattualmente agli USA, anche se ogni Paese ha un trattamento specifico. Parla di accordi internazionali che vengono mantenuti segreti e sono catalogati in base “al livello di fiducia del partner”. Gli USA sono al primo livello, al secondo ci sono Gran Bretagna, Australia, Canada e Nuova Zelanda, mentre gli altri Paesi europei appartengono al terzo e quarto livello di fiducia.

Madsen spiega e dettagli dell’opera di spionaggio. Ad esempio, Spagna e Germania devono fornire informazioni sul cavo TAT14 che è il cavo di collegamento della Danimarca ai Paesi quali USA, Germania, Francia, Olanda.

Gli svedesi mandano informazioni alla Nsa già dai tempi della Guerra Fredda.

Madsen dichiara che “tutte queste informazioni in realtà non sono segrete, ma il problema nasce quando i governi decidono di mantenere all’oscuro i cittadini delle loro attività”.

Glenda Silvestri

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