La "strana" guerra all'IsisTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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La “strana” guerra all’Isis

Uno dei paesi che ha deciso di affrontare seriamente lo Stato Islamico è l’Iran, che ha inviato aiuti, armi e uomini a Baghdad organizzando la controffensiva su Tikrit. Ma sembra che non tutti siano così contenti che la Repubblica Islamica sia così attiva nella lotta ai jihadisti, in particolare il direttore della Cia Jhon Brennan non avrebbe preso molto bene la notizia del ruolo crescente di Teheran nella lotta al Califfato.

Il film sembra essere molto simile a quello che si vede in Libia: quando qualcuno decide di rompere gli indugi e combattere davvero lo Stato Islamico sul suo terreno, qualcuno tira “il freno a mano”. La notizia che Baghdad ha organizzato una controffensiva su larga scala contro lo Stato Islamico ha fatto il giro del mondo, e infatti nei primi giorni della controffensiva l’esercito iracheno e le milizie sciite inquadrate da personale iraniano hanno riconquistato villaggio dopo villaggio arrivando alle porte di Tikrit, la città di Saddam Hussein. Qui, dopo alcuni giorni di combattimenti urbani, la sorte dei soldati del Califfo sembrava scontata. Sembrava infatti perchè poi qualcuno ha frenato in modo inspiegabile forse perchè a Washington si sono lamentati dello scarso ruolo esercitato dalle comunità sunnite nella liberazione, ufficialmente per il “timore” di coinvolgere vite civili, un timore del tutto assente quando la Nato decide invece di bombardare, vedi Tripoli, Baghdad e Belgrado. L’Iran è uno di quei paesi che combatte contro lo Stato Islamico frontalmente, in Siria come in Iraq, e non casualmente Teheran ha inviato addestratori militari a Baghdad dove si racconta che nell’estate 2014 sarebbe stato il generale iraniano Qassem Soleimani a salvare la capitale durante l’offensiva jihadista. A questo proposito Sputniknews ha parlato apertamente del disappunto del direttore della Cia, John Brennan, che ha detto a Fox News Sunday che Soleimani potrebbe destabilizzare l’Iraq anche una volta sconfitto lo Stato Islamico. Non solo, Brennan ha definito Soleimani come “molto aggressivo e attivo”, e ha espresso il timore che il governo iraniano potrebbe instaurare legami d’acciaio con Baghdad, magari estromettendo i sunniti dal potere. Visto e considerato che gli Stati Uniti sembrano aver puntato sui sunniti fomentando una guerra di tutti contro tutti nel Medio Oriente, anche se indirettamente, alla luce di queste dichiarazioni ben si comprende come la priorità di qualcuno non sia sconfiggere lo Stato Islamico, bensì mantenere Baghdad nella propria sfera di influenza. Da qui la decisione di Brennan di cercare di estromettere l’Iran dal ruolo di “liberatore” dall’Isis, non considerandolo un alleato in Iraq. E da qui arriva una domanda, come è possibile che ovunque ci siano forze che effettivamente combattono contro il Califfato, gli Usa non le appoggiano? E’ il caso ad esempio di Hezbollah in Libano e Siria e delle forze di Assad in Siria, solo per fare un esempio, che da oltre quattro anni combattono contro gruppi jihadisti sunniti. Eppure proprio nei giorni scorsi Teheran era stata rimossa dalla lista delle minacce globali anche a causa del suo ruolo attivo contro lo Stato Islamico, forse troppo però dal momento che gli Stati Uniti hanno cominciato ad allarmarsi alla notizia delle vittorie delle milizie sciite nella loro avanzata su Tikrit. Insomma, le forze armate iraniane hanno fatto quello che tutti vorrebbero: combattere l’Isis, eppure lo hanno fatto evidentemente troppo bene e presto dal momento che ora la Casa Bianca teme che l’Iraq finisca nella sfera di influenza iraniana. “Noi siamo tutti spaventati riguardo a quello che potrebbe succedere dopo che i tamburi della guerra smetteranno di battere e l’Isis verrà sconfitto“, parola del generale Martin Dempsey che dunque ammette implicitamente che agli Usa dopotutto non importa poi molto di quello che succede ai civili e alla cultura irachena sotto le grinfie del Califfato dal momento che hanno più a cuore un non meglio definito futuro.

Fonti:

http://sputniknews.com/middleeast/20150323/1019897458.html

http://uk.businessinsider.com/r-cias-brennan-islamic-states-momentum-blunted-in-syria-iraq-2015-3?r=US

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