La tempesta sta scoppiando,: che il popolo si alzi in piedi!Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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La tempesta sta scoppiando

Segnali inequivocabili della fine della “stabilità” fra le forze imperialiste; la necessità della “spinta”.

La storia ormai si muove senza freno e il progresso dei tempi e l’avvicendarsi degli eventi sono elementi che portano il Mondo, decaduto in uno stato di stallo dopo l’assimilazione della Repubblica Democratica tedesca nella Repubblica Federale, a mutarsi completamente e a portarci a una Nuova Era con nuovi rapporti e nuove forze in campo.

La crisi capitalistica internazionale che, come un turbine, ha sconvolto i bastioni degli sfruttatori occidentali a favore di quelli orientali, ha sconquassato anche la stabilità del dominio imperialista degli Usa e delle superpotenze europee come Gran Bretagna e Francia. La Germania, forte del suo successo economico frutto del supersfruttamento e dell’enorme precarietà in cui fa marcire milioni di cittadini tedeschi, europei e di altre nazioni, riesce ancora a controllare il timone ma sino a quando? Dal momento in cui la nuova crisi petrolifera si è dimostrata letale per gli Usa e dal momento in cui i diversi cadaveri che gli yankee nascondevano negli armadi hanno iniziato a puzzare, la stabilità del controllo imperiale statunitense nel Mondo ha vacillato e mai potrà – secondo le diverse vie sotterranee e “diplomatiche”- allo stato di predominio precedente. Oltre alla recessione e allo sterminio economico in atto, giorno dopo giorno gli Usa diventano più deboli e per questo più pericolosi: l’America dei Morgan, dei Rockefeller, degli Hearst e compagnia teme di perdere lo scettro del potere, giacché oltre al lampante fallimento dell’imperialismo (definito furbescamente “globalizzazione”) vi sono nuovi contendenti su scala planetaria che hanno già iniziato la scalata verso il predominio e la conquista di nuovi spazi di dominio, influenza e penetrazione economica.

La Russia, retta dall’oligarchia fascista e capitalistica dei putiniani, non ha più voglia di esser trattata da stato debole e in rovina: i missili vengono non solo spolverati, ma preparati, l’esercito si muove e si dimostra letale, si mobilitano i produttori dell’acciaio, dell’alluminio, del gas, del volframio, del molibdeno, dell’uranio, del petrolio e del carbone. La Russia, cioè lo stato che abbraccia la porzione più grande del Mondo sotto un’unica bandiera, non è disposta a trattare ormai con un paese ridotto in bancarotta e governato da un manipolo di curatori fallimentari come gli Stati Uniti. A ciò si aggiunge il colosso cinese che, furbo e scaltro, attende che il cadavere statunitense esali l’ultimo respiro o dimostri semplicemente la sua incontrovertibile rovina per chiedere di saldare il debito custodito nei forzieri di Pechino: il debito Usa è nelle mani dei cinesi, assieme nei fatti a tutta l’industria che fu fiore all’occhiello del Paese con la bandiera a stelle e strisce. Osservando l’Europa, il tracollo della vecchia stabilità imposta tirannicamente ai popoli è un aspetto lampante: Islanda, Irlanda, Portogallo, Spagna e Grecia sono finiti (assieme a noi) dalla padella alla brace. Alcuni di questi stati sono tecnicamente falliti o sono sull’orlo del collasso completo oppure hanno dato dimostrazione di non voler esser truffati dall’UE dei monopolisti, dei lobbisti e dei grandi banchieri. Focolai d’insoddisfazione, rabbia e ribellione scoppiano ovunque: sono disorganizzati e soprattutto spontaneisti altrimenti avrebbero già annientato la bandiera bluastra dell’UE ma abbiate coscienza di un fatto: parlando dell’Italia, nessun governo eletto (o per meglio dire nominato dal nuovo Vittorio Emanuele III, il revisionista, gran burattinaio e rinnegato Giorgio Napolitano) potrà fare mai nulla di buono e di concreto nel senso di ciò che aspirano le masse. Dal 2015 il Meccanismo Europeo di Stabilità, assieme a tutte le turpi macchinazioni schiaccia-stati attuate dai tiranni europeisti, entrerà in funzione e come un tritacarne ci inizierà a macellare: dai 50 ai 70 miliardi (MILIARDI!) di Euro ogni anno per 20 anni dovranno esser tagliati dal bilancio statale. La nostra sanità, la nostra sicurezza, l’istruzione, i trasporti, le pensioni, i beni calmierati come latte e pane assieme a quel poco d’industria pubblica rimasta saranno fatti a pezzi come durante un’esecuzione medievale. Il “boia” imperialista europeo, assieme ai suoi scherani della Banda-Banca mondiale e dell’Organizzazione – a delinquere – del Commercio, ci farà a pezzi assieme a tutti gli altri stati considerati “maiali” dai falchi predatori germanici, belgi, lussemburghesi e del Liechtenstein.

 Ferluci

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