La tragedia dei migranti e l'indifferenza dell'EuropaTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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La tragedia dei migranti e l’indifferenza dell’Europa

Sono morte circa 800 persone solo negli ultimi giorni nelle acque del Mediterraneo, la cronaca di una crisi umanitaria senza fine che conta ormai 2200 morti solo dall’inizio di giugno. Ma ormai l’opinione pubblica sembra quasi assuefatta alla morte e alla sofferenza con l’Europa che non sembra considerarlo un problema stringente.

In mare si muore, è un qualcosa che bisogna mettere in conto se si affrontano traversate con l’ausilio di navi di fortuna. Eppure a migliaia cercano comunque di partire nei viaggi della speranza, che tralaltro costano moltissimo, mettendo anche in conto di morire nel Mediterraneo nel tentativo. Il motivo è che fuggono da miseria, guerre, da una casa che non hanno più o che è stata bruciata, e quindi sono pronti a tutto. In molti non ce l’hanno fatta al punto che il bilancio delle traversate della speranza è molto, troppo simile a un bollettino di guerra. A partire da giugno a oggi sono infatti 2200 i migranti che hanno trovato la morte in naufragi di diverso tipo, al punto che l’Alto Commissariato per i rifugiati Onu (Unhcr) ha contato circa 2500 morti dall’inizio del 2014 parlando di una vera e propria crisi umanitaria senza precedenti. Spesso le tragedie avvengono nel braccio di mare che separa le coste libiche da quelle italiane, l’ultima è avvenuta nelle scorse ore coinvolgendo un barcone carico con oltre 250 persone tra cui molte donne che è affondato davanti a Tajoura, paese a est di Tripoli teatro di duri scontri tra opposte fazioni nella guerra civile che martoria il Paese. Lo spettacolo che si è mostrato agli occhi dei soccorritori della Marina libica è stato agghiacciante con decine e decine di cadaveri che galleggiavano sul mare, il simbolo di una tragedia che però non fa piangere nessuna lacrima all’Europa. Altre 600 persone sono decedute a seguito di una serie di naufragi davanti alle coste egiziane e maltesi in vari naufragi verificatesi da venerdì scorso.La verità però è che nessuno sa chi si trova sopra i barconi della morte, quindi il numero reale di migranti uccisi potrebbe essere molto più grande del previsto.

Dall’inizio del 2014, secondo i dati forniti dall’Unhcr, sarebbero 130.000 le persone arrivate via mare in Europa, ovvero più del doppio rispetto alle 60.000 del 2013. Quasi tutti sono diretti in Italia, paese che ha ospitato 118.000 arrivi, molti dei quali soccorsi in mare nell’ottica dell’operazione “Mare Nostrum”. Di fronte a queste tragedie umane però il pensiero dell’europeo medio sembra essere quello del fastidio quando non dell’indifferenza. Anni di crisi economica hanno alimentato nelle società occidentali il cinismo e l’individualismo, al punto che molti, candidamente, ormai ammettono di rispettare più gli animali degli uomini. Di fronte a questa indifferenza non sorprende dunque che nessuno faccia niente per impedire materialmente altre morti, sembra quasi che ci sia un filo rosso che collega l’indifferenza delle istituzioni europee di fronte alla morte dei migranti al modo all’acqua di rose con cui l’Ue ha realizzato politiche di tagli indiscriminati e all’appoggio concesso all’avventurismo bellicista in Ucraina.

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