La Turchia cala la maschera?Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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La Turchia cala la maschera?

Dopo la crisi con al Russia relativa all’abbattimento del Su-24 al confine siro-turco i rapporti tra i due paesi hanno raggiunto un livello di tensione preoccupante. E mentre Erdogan non fa assolutamente nulla per allentarla intanto anche la stampa occidentale comincia a pubblicare verità molto scottanti per #Ankara. Persino “La Stampa” con Molinari ha parlato dei “Leoni di Allah”, miliziani islamici filoturchi che terrorizzano i curdi nell’impunità più totale.

Avrà opportunamente ponderato ogni possibile conseguenza del suo gesto la Turchia quando ha malauguratamente deciso di abbattere il Su-24 russo al confine tra Siria e Turchia? Non era in effetti così difficile da immaginare che Mosca non avrebbe mai potuto tollerare un gesto come quello senza preparare opportune contromisure. Le accuse di Putin ad Ankara ad esempio hanno inevitabilmente fatto molto rumore, non fosse che il presidente russo ha semplicemente detto apertamente quello che gli addetti ai lavori dicono da tempo, ovvero che la Turchia ha un rapporto con l’Isis e altri guerriglieri in Siria come minimo controverso. Come minimo perchè negli ultimi giorni Putin accusando apertamente Ankara di contiguità con l’Isis ha sostanzialmente squarciato il velo, e i media hanno cominciato a pubblicare articoli prima impensabili che inchiodano la Turchia alle proprie responsabilità.

Maurizio Molinari, storico corrispondente de “La Stampa” a Gerusalemme e nuovo fresco direttore del quotidiano torinese, ha appena pubblicato un articolo chiamato significativamente “Barba, kalashnikov e inni jihadisti: quelle milizie turche uguali a Isis. Molinari ha parlato nel dettaglio delle milizie islamiste chiamate “Leoni di Allah” che operano nella provincia turca di Sirnak con metodi non troppo dissimili da quelli del Califfato, ma con la differenza che secondo testimonianze locali tali personaggi opererebbero “nei ranghi della polizia“. Tale Caglar Demirel, deputato del Partito democratico del Popolo (Hdp), come riferito da Molinari ha recapitato al Parlamento di Ankara una descrizione dettagliata:”Questi miliziani con le barbe puntano le armi contro donne e bambini, obbligano gli uomini a stendersi faccia a terra, con le mani legate dietro la schiena, non rispettano alcuna legge, hanno i volti coperti e nessuno sa in realtà chi siano“. La violenza sarebbe ovviamente esercitata quasi interamente sui civili curdi, “al punto che in alcuni villaggi vengono considerati come la ripetizione turca delle ronde del Califfato che pattugliano le zone urbane della Siria Orientale“.

Idris Baluken, deputato del Partito repubblicano del popolo, ha presentato si questo una interrogazione parlamentare al ministero dell’Interno, spiegando come questi personaggi urlino continuamente slogan dell’Isis e abbiano lo stesso modus operandi. Altri come Sezgin Tanrikulu, a sua volta  rappresentante del Partito repubblicano del popolo, come ci racconta Molinari ha accusato direttamente Ankara ipotizzando che tale milizie islamiche sarebbero state direttamente create dal ministero degli Interni con il fine di “terrorizzare le popolazioni locali, che in gran parte sono curde. Si tratterebbe dunque di un’operazione tesa a mettere sotto pressione le comunità curde per ostacolare qualsiasi forma di sostegno a gruppi armati del Partito dei lavoratori curdi (Pkk)“.  Ovviamente Ankara nega, e non potrebbe fare altrimenti, così come ha negato le accuse russe di comprare il petrolio dallo Stato Islamico. Il governo turco ha promesso di aprire un’inchiesta, ma nessuno crede realmente che le istituzioni turche faranno qualcosa, ancor più che recentemente per il direttore del quotidiano di opposizione  Cumhuriyet, Can Dundar, è stato richiesto l’ergastolo per aver pubblicato notizie scomode su connessioni tra Turchia e Isis.

@Gb

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