La Turchia non vuole chiudere il confine con la SiriaTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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La Turchia non vuole chiudere il confine con la Siria

Secondo The Hurriyet Daily News Ankara avrebbe opposto un secco rifiuto all’invito degli Stati Uniti di chiudere parte del confine con la Siria controllato dallo Stato Islamico in quanto sarebbe impossibile poi per la Turchia accogliere eventuali rifugiati. 

Cominciamo con quanto ha detto Domenico Quirico, giornalista italiano de “La Stampa” fatto prigioniero dai ribelli siriani e liberato qualche mese fa, circa la situazione al confine con Siro-turco: “(Senza il confine aperto con la Turchia ndr) il Califfato sarebbe già morto per soffocamento in quanto non ha altre frontiere aperte ed è circondato da Stati o pezzi di stati come l’Iraq sciita che gli sono ostili e quindi il Califfato è sopravvissuto finora anche perchè la frontiera turca era una frontiera aperta….. Questo è un dato di fatto, è una frontiera da cui il Califfato ha tratto l’ossigeno per nascere, resistere e rafforzarsi“. (Rai News).

Dunque quando si parla di confini morbidi tra Siria e Turchia che favoriscono lo Stato Islamico non si sta semplicemente dando ragione in modo acritico a quanto dichiarato dal Cremlino, si sta analizzando una situazione oggettiva che favorisce l’instabilità e il terrorismo nella regione. Secondo quanto riportato dall’Hurriyet Daily News Ankara avrebbe risposto negativamente alla richiesta americana di chiudere il confine con la Siria controllato dallo Stato Islamico. In particolare il Primo ministro Ahmet Davutoglu ha detto chiaramente che nel caso dovessero chiudere il confine Ankara non sarebbe più in grado di accogliere i profughi siriani. Recentemente Mosca ha accusato la Turchia di acquistare petrolio in grande quantità dallo Stato Islamico facendolo passare per il confine siro-turco, ma gli americani, stretti alleati di Ankara, hanno apostrofato le accuse come “assurde” ignorando il materiale mostrato dal Cremlino, tra cui video e foto satellitari che documentano il transito di centinaia di autobotti piene di petrolio da una parte all’altra del confine. Washington da parte sua, pur difendendo la Turchia dalle accuse, ha invitato il governo di Ankara a chiudere una striscia di confine di 100 km con la Siria e di dispiegare l’esercito in quella zona per evitare il rafforzamento dello Stato Islamico. Ironia della sorta Davutoglu avrebbe risposto che la Turchia non avrebbe abbastanza risorse per realizzare la messa in sicurezza del confine.

(Fonte Sputnik)

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