La vendetta di Karl Marx. Ora lo rivalutano anche in UsaTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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La vendetta di Karl Marx. Ora lo rivalutano anche in Usa

Il settimanale americano Time ha dedicato una lunga analisi alla rivalutazione delle teorie di Karl Marx: “Se i politici non praticheranno nuovi metodi per garantire eque opportunità economiche a tutti, i lavoratori di tutto il mondo non potranno che unirsi. E Marx potrebbe avere la sua vendetta“.

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La vendetta và consumata fredda. Non ci viene in mente un modo migliore per parlare della rivalutazione di Karl Marx operata nientemeno che dal “Time”, rivista statunitense che ha deciso di dedicare un approfondimento al filosofo di Treviri e alla rivalutazione delle sue teorie sociali ed economiche. Marx ha da sempre fatto molta paura negli Stati Uniti, al punto di venire persino messo al bando nel corso della Guerra Fredda, quando si temeva che il comunismo potesse un giorno dominare il mondo. Il crollo dell’Urss poi, per molti, ha rappresentato la “morte” anche del pensiero di Marx, o almeno così speravano. I vent’anni successivi alla caduta dell’Urss sono stati un disastro per le teorie marxiste, ma oggi, con il capitalismo sconvolto da una crisi endemica, ecco che qualcuno inizia ad accorgersi che forse Marx aveva previsto tutto, indicando anche la soluzione. Con l’infierire della crisi la lettura delle opere del filosofo di Treviri ha fatto registrare un balzo in avanti, segno che il pensatore creatore del “comunismo” non è ancora morto, anzi, è più vivo che mai. Inoltre mai come oggi, almeno negli Stati Uniti, vi sono economisti anticapitalisti, che si ispirano sicuramente a Marx, che riescono a sviluppare ragionamenti anche sui media generalisti, dove fino a pochi anni fa trovavano spazio solo gli spacciatori dell’ideologia del libero mercato, la stessa che ci ha portato a questo punto di non ritorno.

Il “Time” ha pubblicato un lungo articolo a firma Michael Shuman, corrispondente della rivista da Pechino, capitale di un paese, la Cina, che non ha abiurato dal comunismo.“Marx ha teorizzato che il sistema capitalista impoverisce le masse e concentra la ricchezza nelle mani di pochi, causando come conseguenza crisi economiche e conflitti sociali tra le classi sociali. Aveva ragione. E’ fin troppo facile trovare statistiche che dimostrano che i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri”, ha ammesso Shuman, concedendo quindi a Marx almeno di essere riuscito a profetizzare cosa sarebbe successo con la degenerazione del capitalismo. A sostegno delle tesi di Marx inoltre, esiste uno studio dell’Economic Policy Institute di Washington, secondo cui nel 2011 il reddito medio di un lavoratore maschio americano era più basso rispetto al 1973. Come se non bastasse tra il 1983 e il 2010, ben il 74% dei guadagni in termini di ricchezza è andato a solo il 5% della popolazione. Vale a dire insomma, che i ricchi stanno diventano sempre più ricchi, e i poveri, che sono la maggioranza, sempre più poveri. La rivista americana poi va persino oltre e, spaventata, evoca un ritorno della lotta di classe. Si constata infatti, e come fare altrimenti, che la rabbia dei lavoratori di tutto il mondo sta montando come mai prima, dalla Grecia fino agli Stati Uniti.  “Marx aveva previsto un tale esito. I comunisti affermano apertamente che i loro fini possono essere perseguiti solo con l’abbattimento violento dell’ordine sociale esistente. ‘L’unica cosa che i proletari hanno da perdere sono le loro catene’. Ci sono segnali che i lavoratori di tutto il mondo sono sempre più impazienti. A decine di migliaia sono scesi nelle strade a Madrid e Atene, protestando contro la disoccupazione e le misure di austerità che stanno ulteriormente peggiorando le cose”, ha scritto lo spaventato Shuman.

Ma stiano tranquilli gli americani, la Rivoluzione auspicata da Marx sembra ancora essere lontana da una sua realizzazione dal momento che, ovunque nel mondo, le organizzazioni dei lavoratori sono ancora marginali e deboli. Il motivo di ciò, secondo un marxista come Jacques Rancière, esperto di marxismo presso l’Università di Parigi, è che i militanti e i dirigenti di queste organizzazioni non vorrebbero in realtà abbattere il capitalismo, ma solo riformarlo. Il Time però ha concluso il suo articolo con un monito, rivolto a tutti: “Se i politici non praticheranno nuovi metodi per garantire eque opportunità economiche a tutti, i lavoratori di tutto il mondo non potranno che unirsi. E Marx potrebbe avere la sua vendetta”. Già una vendetta, una vendetta nei confronti di chi, offuscato dal benessere facile, ha preferito guardare dall’altra parte di fronte alle ingiustizie che si sono verificate ovunque nel mondo. Stiano tranquilli comunque quelli del Time, noi che Marx avesse ragione, lo abbiamo sempre saputo.

Dc

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