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martedì , 19 settembre 2017
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La vita impossibile dei palestinesi in Libano

Sono più di un milione i profughi palestinesi in Libano oggi. Il numero aumenta ogni giorno, continuano ad arrivare da tutta laSiria, in particolare da Yarmouk. Hanno dovuto abbandonare la loro casa, il loro lavoro, la loro vita. Oggi, rifugiati per la seconda volta, si ritrovano di nuovo in un campo profughi, di nuovo privati di tutto. Devono ricominciare ancora una volta da zero.

Fonte: Oltremedianews

La violenza in Libano cresce di giorno in giorno. La situazione è esplosiva. L’impegno di Hezbollah nella guerra siriana ha estremizzato lo scontro interno del paese dei cedri e la divisione politica è ormai incolmabile. Gli scontri tra l’esercito libanese e gruppi armati sono all’ordine del giorno, com’è diventato normale assistere a sparatorie nel cuore di Beirut.

I profughi provenienti dalla Siria hanno messo su numerosi campi autogestiti. Sono quasi tutti disoccupati, disperati. Essere un profugo è già difficile, essere un profugo palestinese, che viene da un altro campo, è l’inferno. I campi erano già stracolmi prima della guerra in Siria e la riluttanza delle autorità libanesi di stabilirne di nuovi ha costretto le persone a rifugiarsi nei dodici esistenti o a crearne altri fai da te. I prezzi degli affitti aumentano, la disperazione porta ad accettare qualsiasi lavoro e di conseguenza i salari continuano a diminuire.

Il clima politico è pericoloso in questo momento per i palestinesi, che da un lato vedono una sempre più alta diffidenza da parte dei libanesi e dall’altra una costante diminuzione dei fondi loro destinati. Il Libano è totalmente dipendente dagli aiuti esteri sulla gestione delle crisi umanitarie. L’UNHCR sostiene che nel 2014 sono stati donati 262 milioni di dollari per affrontare l’accoglienza dei profughi. Fondi insufficienti dato il numero spaventoso di arrivi.

Ottenere un visto per i palestinesi è più difficile e più costoso. In un recente rapporto, Amnesty International ha rivelato che a molti palestinesi scappati dalla Siria, è stato vietato l’ingresso in Libano. Anche quando riescono a entrarvi, non possono a sostenere le spese per i permessi di soggiorno, rimanendo così illegali. Diventano prigionieri dei campi, spaventati dai check point libanesi che significherebbero un nuovo esodo. Questa situazione ha un effetto devastante anche sui palestinesi che già vivevano in Libano. Aumenta così lo scontro tra i diversi gruppi palestinesi, in particolare tra quelli già residenti in Libano, che si sentono minacciati dai nuovi arrivati dovendo condividere con loro spazi e risorse, e i palestinesi siriani. Una guerra nella guerra, insomma. Come spesso accade a pagare il prezzo più alto sono gli ultimi.

Elda Goci

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