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venerdì , 21 luglio 2017
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La Zona Rossa della Democrazia Europea

Ad Amburgo è stato dichiarato lo stato d’assedio. In questi giorni coprifuoco, rastrellamenti e perquisizioni indiscriminate da parte della polizia nella cosiddetta Zona Rossa. Le continue violazioni dei diritti umani e l’inesistente rapporto di rappresentanza tra cittadini e politica, fanno vacillare la democrazia nell’UE.

Fonte: Oltremedianews

I fatti di Amburgo sono solo l’ultima delle crepe nelle fondamenta scricchiolanti della democrazia europea. Una pagina neraper la Germania e l’Unione Europa, che risalta la spaccatura sempre più ampia tra la classe dirigente eurocratica e la popolazione. D’altronde i problemi sono molti e le soluzioni sterili quando non dannose.Dal 4 gennaio è in corso una sorta di militarizzazione nella zona fulcro della controcultura tedesca di Amburgo. Di fatto una sospensione dei diritti costituzionali con limitazioni alla libertà di movimento e possibilità per la polizia di effettuare rastrellamenti, con identificazioni e fermi di massa. Tutte operazioni di memoria totalitarista. La zona rossa comprende tre quartieri Altona, St. Pauli e Sternschanze.Queste misure straordinarie sono giustificate, per bocca del governo tedesco, dalla eccessiva tensione delle scorse settimane. Le componenti della protesta teutonica sono eterogenee dai gruppi anarchici e antifa’, al collettivo “Lampedusa in Hamburg” che emblematicamente racchiude i profughi presenti nella città, fino ai numerosi ultras del St. Pauli.

Sono state molteplici le manifestazioni nella città anseatica. Particolarmente violenta quella del 21 dicembre, quando circa Diecimila persone sono scese in strada per difendere il centro sociale RoteFlora, sgomberato per dar vita ad un discusso piano edilizio che coinvolge la zona, e per contestare le selvagge espulsioni degli immigrati, in gran parte provenienti da Lampedusa.

Il bilancio della manifestazione è stato di circa 600 feriti, in merito l’opposizione alla Camera dei Rappresentanti di Amburgo ha affermato che “è stato l’attacco violento e ingiustificato dalla polizia a far degenerare la situazione”.

Il gefahrengebiet–coprifuoco- tedesco non è giustificabile in alcun modo, tanto più per i motivi addotti dal governo, si tratta di un feroce attentato alla libertà di manifestare e dissentire.

Purtroppo non c’è più molto da stupirsi poiché siamo quotidiani spettatori della perpetua serie di violazioni dei diritti umani all’interno dell’Unione Europa, patria illusoria del diritto umanitario. Dalle politiche sull’immigrazione, la detenzione nei CIE, gli abusi delle forze dell’ordine, l’assenza di un effettivo diritto all’abitare e ad un’esistenza dignitosa. Così la mano violenta e repressiva dello stato contro un pensiero dissidente, come in Val di Susa o ad Amburgo, non può essere tollerata. Una coscienza collettiva dei cittadini permette di contrastare il potere della politica e di chi la manovra, creando un’opposizione effettiva, presupposto unico della democrazia.

 Giulio Mario Morucci

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