L'Africa e il neocolonialismo dell'OccidenteTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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L’Africa e il neocolonialismo dell’Occidente

Il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, ha concesso un’intervista interessante all’emittente russa RT nella quale ha affermato che l’Occidente non è per nulla interessato allo sviluppo dell’Africa ma solo allo sfruttamento delle sue risorse naturali. A distanza di decenni dunque, non è cambiato assolutamente nulla a dispetto di proclami e iniziative con le quali in molti pensano di “lavarsi la coscienza”. 

Il periodo del colonialismo, almeno sfogliando un libro di storia, sembrerebbe essere ormai relegato al passato. Purtroppo però non è proprio così, nonostante l’Occidente a parole prenda le distanze proprio dal colonialismo e dallo sfruttamento del continente africano, per il quale peraltro non ha fatto assolutamente nulla per farsi perdonare, le cose nella realtà sembrano essere rimaste immutate. Non a caso in molti hanno coniato il termine “neocolonialismo”, parlando di un modo di sfruttare l’Africa e le sue risorse naturali meno appariscente e più subdolo. L’Occidente infatti continua a ingerire negli affari interni dei paesi africani e continua a fomentare guerre civili e scontri etnici per ottenere il controllo delle risorse che ritiene necessarie al proprio sviluppo. Anche se ora non si parla più di colonie d’Oltremare, è chiaro che sono ancora Washington, Londra e Parigi a dire la loro sull’operato dei governi in Africa, intervenendo ogni qual volta qualcuno dovesse prendere un indirizzo ritenuto non ortodosso (vedi il golpe in Costa d’Avorio, solo per fare un esempio recente). Jacob Zuma, presidente del Sudafrica del post-apartheid, ha concesso una interessante intervista a RT che ovviamente non è stata ripresa dai principali media occidentali. Il motivo è sin troppo chiaro, Zuma ha detto chiaramente che l’Occidente non è assolutamente interessato allo sviluppo del Sudafrica, piuttosto ad accaparrarsi le sue risorse naturali senza concedere niente in cambio. Al contrario, Zuma vedrebbe nella Cina un possibile alleato per lo sviluppo. “L’Occidente e i paesi europei, in particolare, sono venuti in Africa per colonizzare e hanno preso le risorse dell’Africa“, ha detto Zuma, aggiungendo che anche se i paesi africani hanno attuato la decolonizzazione nel XX secolo, le loro relazioni con Usa, Inghilterra, Francia e altri paesi occidentali “rimangono le stesse“. “Loro continuano a guardarci come il Terzo Mondo“, ha aggiunto il presidente sudafricano, “La loro intenzione non è mai stata quella di far sviluppare le loro colonie”, ha concluso. Insomma l’unica speranza per l’Africa, a detta di Zuma, sarebbe la Cina, la quale ha già cominciato da almeno dieci anni a investire pesantemente in Africa, e soprattutto lo fa su un piano paritario, a differenza dell’Occidente. “I cinesi sono arrivano in modo diverso. Arrivano per fare affari, sono pronti ad aiutare e i risultati saranno che i paesi africani si svilupperanno“, ha spiegato Zuma. Pechino a questo riguardo ha già cominciato a formare studenti africani e a costruire autostrade e infrastrutture in molti paesi, contribuendo quindi ad arricchire i paesi africani. Attualmente la Cina è il miglior partner commerciale del Sudafrica, e Pretoria è uno dei 57 paesi membri dell’AIIB, la nuova Banca di Investimenti Infrastrutturali a guida cinese. Cina e Sudafrica fanno anche parte dei BRICS e i rispettivi governi collaborano da tempo nello sviluppo coordinato, con Zuma che ha accusato anche organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale di rendere lo sviluppo dei paesi africani ancora più difficile. Proprio il presidente sudafricano, a differenza dei leader dell’Occidente, si è recato direttamente a Mosca accettando l’invito di Vladimir Putin alla parata militare del 9 maggio dedicata al Settantesimo della vittoria sul nazifascismo.

 

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